DISSESTO IDROGEOLOGICO, INEFFICACE L’ORGANIZZAZIONE DEL GENIO CIVILE DI BELLUNO
di admin«Come si può pretendere un’adeguata manutenzione del territorio se la Regione Veneto non garantisce non solo le risorse necessarie, ma nemmeno un’organizzazione efficiente al Genio Civile di Belluno?». Ance Belluno, Categoria Edilizia di Confartigianato Imprese Belluno e Unione Costruzioni Appia-CNA di Belluno denunciano un problema che, da un lato, crea enormi difficoltà alle imprese di un settore, quello edile, già segnate dalla crisi e, dall’altro, impedisce un’adeguata gestione del territorio. «Abbiamo già ricordato – commentano le tre associazioni di categoria – che dei 71,10 milioni di euro stanziati da Palazzo Balbi per i lavori di natura idraulica alle opere bellunesi sono destinati appena 5,4 milioni, pari al 7,6% a fronte di un territorio che occupa circa il 20% della regione. Ma se anche avessimo più risorse a disposizione la situazione resterebbe problematica perché la nuova organizzazione del Genio Civile a Belluno in vigore da gennaio scorso non è assolutamente funzionale alle esigenze della nostra provincia e delle nostre imprese».
«La nuova struttura – fanno sapere ancora Ance Belluno, Categoria Edilizia di Confartigianato Imprese Belluno e Unione Costruzioni Appia-CNA di Belluno – che ha preso il nome di “Sezione bacino idrografico Piave Livenza Sezione di Belluno” assomma a sé le competenze dell’ex Genio Civile e dei Servizi Forestali, con un unico dirigente a capo che “copre” sia la sede veneziana che bellunese. In sostanza, l’ufficio di Belluno è presidiato una volta a settimana dall’ingegnare capo, con i limiti e le incertezze derivanti da un coordinamento part-time. I validi collaboratori in sede non possono, infatti, sopperire ad un ruolo che negli anni passati è stato a tempo pieno, stante il bisogno di dedizione assoluta e costante proprio in ragione della peculiarità e della fragilità del territorio provinciale».
«Avevamo chiesto, più volte, al presidente Luca Zaia e all’assessore Maurizio Conte di prevedere un dirigente con le competenze richieste e specifico solo per Belluno o, al limite, a scavalco con Treviso – concludono le tre associazioni di categoria – ma, nonostante le ripetute rassicurazioni, le cose sono andate diversamente. Ci domandiamo, allora, cosa dobbiamo fare affinché ci sia effettivamente maggiore attenzione nei confronti del nostro territorio e delle nostre imprese da parte della politica, locale e regionale, a cominciare da chi si è proclamato garante degli interessi della montagna bellunese, ma anche da parte dei consiglieri regionali bellunesi, in particolare di maggioranza. Le incertezze sull’ex Genio Civile e la mancanza di un presidio permanente non si possono certamente addebitare infatti ad una sola parte».
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