Fortificazioni in Europa: un patrimonio artistico-culturale da valorizzare e da fare conoscere.

di admin
“Forte-Cultura” cura il progetto di 35 percorsi di visita e di studio da Amburgo, Germania, all’Adriatico.

Troppo spesso, ci troviamo in città fortificate, a Verona ed all’estero, ma mai si presta attenzione alle fortificazioni presenti, sia perché non se ne conosce l’esistenza, sia perché le stesse non sono dovutamente curate, agibili e segnalate. Se, poi, si abita in una città fortificata, come Verona, per semplice esempio, si è talmente abituati a vedere murature e bastioni, anche millenari, che la mente non ci invita a soffermarci sulla loro entità, sulla loro portata storica, sulla loro bellezza. Tali fortificazioni non sono certamente segno d’un passato di pace, ma sono segno dei tempi, di incapacità di vedere la guerra, per l’esclusivo interesse di alcuni, come vero macello di uomini, mentre ora, con l’arte e gli stili, che gli stessi esprimono, sono monito a comprensione ed a buone relazioni fra città e Paesi, e, al tempo, opere imponenti, che meritano cura ed attenzione, perché eredità straordinaria, che, oltre ad essere arte, può essere motivo di creazione di importanti flussi turistici. Un itinerario studiato e, per il quale, già esiste una mappa dettagliata a cura di Forte-Cultura e riguardante tutto il Centro-Europa, partendo da Verona, tocca le seguenti sedi di fortificazione, tutte meritevoli d’essere visitate, anche perché talune di esse ospitano importanti musei: Venezia, Palmanova, Komárom (Ungheria), Olomouc (repubblica Cèca), Nysa (Polonia), Książ (Polonia), Kostrzyn nad Odrą (Polonia), Königstein (Germania), Kronach (Germania), Kufstein (Austria) e Franzensfeste o Fortezza (Italia). Il tutto è stato annunciato dal vicepresidente provinciale di Verona, Marco Ambrosini. Segnaliamo, con l’occasione, le importanti fortezze di Josefov, presso Jaroměř, e di Terezín, Litoměřice, nella regione di Ústí nad Labem, Repubblica Cèca. Terezín fu portata a termine nel 1790, sotto il controllo del veronese architetto militare Clemente Pellegrini, per ordine di Giuseppe II d’Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero (1741-1790) e merita d’essere visitata, oltre che per essere stata, purtroppo, campo di concentramento nazista, per la sua struttura esterna, molto vicina a quella delle mura veneziane.
Abbiamo indicato i punti principali europei, sedi di importanti fortezze, ma, contando bene quelle di tutta Europa, esse raggiungono il numero di 5000…, permettendo la creazione di non meno di 35 percorsi… I quali tutti toccano, ovviamente, Verona, per la sua concentrazione di mura, erette dall’età romana a quella austriaca, quest’ultima, in opus poligonale, per un insieme di duemila anni di storia architettonica – ha sottolineato Helmut Röder, rappresentante dell’ECCFH – European Cooperation Centre of Fortified Heritage – parte della quale, dovuta al grande Michele Sammicheli (1484-1559), che, con il suo ingegno, ha impresso nuovo stile alle successive fortificazioni d’Europa. La nostra città s’aggiudica l’onore ed il compito di collaboratrice costruttiva nella valorizzazione del grande complesso di tali fortezze, come punto di azione, di riferimento e di informazione, presso la Provincia di Verona, uno degli otto partners europei del progetto Forte-Cultura, fortecultura@provincia.vr.it. Il quale è attivo nella città del Sammicheli anche per il costante contributo collaborativo dell’arch. Fiorenzo Meneghelli, esperto del settore e membro dell’International Committee on Fortifications and Military Heritage, mf@architettomeneghelli.191.it.
Per i giorni 8 ottobre, presso il Palazzo della Gran Guardia, e per il 9 ottobre 2014, presso la Loggia di Fra Giocondo, Verona, sono previsti due importanti incontri, appunto, sulle Fortificazioni del Vecchio Continente e, quindi, su quelle del Veronese, le quali attendono d’essere ripulite, attentamente curate ed aperte alla visita di possibili, numerosi visitatori, che attraverso il lavoro del citato ECCFH, imboccheranno la via per le nostre città murata e provincia, contribuendo, quindi, indirettamente anche ad un potenziamento significativo dell’economia turistica.

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