DONAZZAN: “RIPRORORRO’ AI COLLEGHI ASSESSORI REGIONALI IL CRITERIO DELLA RESIDENZIALITA’; PROPOSTA DI BUON SENSO PER SALVAGUARDARE CONTINUITA’ INSEGNAMENTO”
di adminDonazzan ricorda che, secondo i dati forniti dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, sono 300 i posti di insegnanti in più richiesti al Ministero per il prossimo anno scolastico da destinare alle scuole di ogni ordine e grado (dalle scuole per l’infanzia alle primarie, dalle secondarie di primo grado a quelle di secondo grado).
“Per affrontare questa difficile questione – annuncia l’Assessore – ri-proporrò, nella prossima riunione del coordinamento nazionale degli Assessori regionali all’istruzione, ciò che già proposi tre anni fa e che allora fu stoppato dalle Regioni del Sud: servono altri criteri, non solo quello dei punteggi, non solo quello delle graduatorie autorizzate in esubero che riguardano quasi sempre solo le Regioni del Sud perché il Veneto, ad esempio, è stato ligio nell’osservanza dei numeri degli aventi diritto. Riproprorrò pertanto al tavolo nazionale la regola della ‘residenzialità’: si deve prevedere che l’insegnante precario nell’ accettare l’inserimento nel ruolo si assuma la responsabilità di restare almeno cinque anni nel territorio dove gli è stata assegnata la cattedra”.
“Era ed è una proposta di tutto buon senso – fa presente l’Assessore veneta – perché sappiamo tutti quando delicata sia la questione della continuità dell’insegnamento per gli studenti e le famiglie. Allora quest’indicazione fu bocciata dalle Regioni del Sud. Ritengo che attualmente le condizioni siano abbastanza cambiate per poter riproporre questo correttivo perché anche grandi città come Napoli e Roma stanno soffrendo ora dello stesso problema da noi segnalato. Conto pertanto che la proposta veneta sia considerata con maggior attenzione”.
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