FERMO PESCA E AUTONOMIA DEL NORD ADRIATICO. MANZATO: GOVERNANCE DEL DISTRETTO ALTO ADRIATICO FUNZIONA

di admin
Il Mipaaf ha accolto le indicazioni provenienti dal Distretto Nord Adriatico riguardanti l’arresto della pesca da Trieste a Rimini nel periodo dal 28 luglio al 5 settembre.

Un calendario differenziato rispetto agli altri mari italiani, grazie alla richiesta formalmente redatta e presentata dalle tre regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, al fine di avviare delle politiche di pesca localizzate che considerino adeguatamente le caratteristiche specifiche di questo particolare areale marittimo.

“Un’autogestione che vogliamo esercitare assieme alle nostre marinerie – ha sottolineato l’assessore alla pesca Franco Manzato – con il comune obiettivo di garantire la migliore gestione delle risorse del ‘nostro’ mare e di assicurare un futuro al settore peschereccio, travagliato da una pesante crisi di settore. L’ingresso della Croazia nell’Unione Europea rappresenta una buona premessa per una gestione ancora più corretta e senza strappi, nella consapevolezza che l’Adriatico può e deve essere una ricchezza per tutti”.

“Al fine di contenere lo sforzo di pesca – ha aggiunto l’assessore –, si sta inoltre valutando l’introduzione di misure alternative, in via sperimentale, da applicare nelle dieci settimane successive al fermo temporaneo. Questo sistema garantirebbe un graduale rientro delle imbarcazioni operanti con sistemi di pesca a strascico e volante, consentendo in questo modo alle specie di riprodursi e di crescere. L’ipotesi è infatti di consentire ai pescatori di uscire in mare 4 giorni alla settimana, per un totale di 60 ore, oppure 5 giorni la settimana, per un totale di 72 ore, in alternativa alle attuali 24 ore consecutive in 3 giornate settimanali, autorizzate dal Ministero.

“Così – ha concluso Manzato – si renderebbero meno aggressive le attività di pesca, diluendole in un arco temporale più ampio”.

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