Bambini al centro, una rete per diventare grandi.

di admin
È stato presentato questa mattina a Palazzo Barbieri dal Sindaco Flavio Tosi, dall’assessore ai Servizi sociali Anna Leso, dai Direttori generali dell’Ulss 20 Maria Giuseppina Bonavina e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona Sandro Caffi e dal Rettore dell’Università Nicola Sartor, il progetto “Bambini al centro – Una rete per diventare grandi”.

Obiettivo dell’iniziativa, promossa da Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Dipartimento Prevenzione Ulss 20, Comune e Università degli Studi di Verona, è coordinare interventi, già in atto o da attivare – come la realizzazione del nuovo “Ospedale del Bambino e delle Donna” e il progetto “Giarol Grande” – finalizzati alla promozione di buone pratiche riguardanti il benessere del bambino e alla creazione di un ambiente sano e sicuro per le famiglie, promuovendo altresì la prevenzione primaria e un utilizzo più efficace dei servizi sanitari di diagnostica e cura. “Un progetto importante, come dimostrato dalla presenza dei partner coinvolti – spiega il Sindaco Tosi – che investe sulle nuove generazioni e sulla famiglia, elemento essenziale della società, da cui partire per promuovere una nuova crescita. In un momento in cui le risorse a disposizione sono poche, è fondamentale creare sinergie tra le istituzioni e lavorare insieme, coordinando e razionalizzando i mezzi a disposizione e mettendo in rete progetti e attività rivolti a promuovere stili di vita sani, a cominciare dalla prima infanzia”. “Questa iniziativa – aggiunge l’assessore Leso – sottolinea l’importanza dell’infanzia nella nostra società e il progetto che la città di Verona vuole portare avanti nei confronti dei bambini e delle famiglie, dando loro risposte concrete e innovative dal punto di vista socio-sanitario ”. “Far crescere bambini sani – aggiunge Bonavina – significa avere adulti e anziani sani, oltre ad essere un utile strumento per la sostenibilità del sistema sanitario. Inoltre per la prima volta un progetto, come nel caso del “Giarol Grande”, diventa interattivo con la creazione di un portale informatico dedicato, che offre ai cittadini la possibilità di esprimere le proprie necessità”. “Un tavolo di coordinamento importante – spiega Caffi – finalizzato a diventare un elemento di forte integrazione tra il nuovo “Ospedale del Bambino e delle Donna” e il territorio. Oltre a censire i servizi già attivati, il progetto si propone di avviare nuove iniziative coordinate a sostegno della salute dei cittadini. Il forte legame con l’Università rappresenta poi un’occasione formidabile per lo studio e il miglioramento delle attività e dei servizi proposti”. “L’Università è lieta di fornire il proprio contributo al progetto – conclude Sartor – nei diversi ambiti di studio che la compongono, mettendo a disposizione le proprie conoscenze relative alle diverse dimensioni di vita: dall’aspetto legato all’alimentazione e al movimento fisico, all’aspetto psicologico e pedagogico, finanche a quello economico-gestionale, per contribuire ad una migliore razionalizzazione delle risorse e dei servizi”.

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