La protesta degli studenti
di adminDopo la prima manifestazione, venerdì mattina Verona ha visto sfilarne una seconda a cui hanno partecipato circa 800 ragazzi, i quali si sono trovati davanti al palazzo della Gran Guardia per protestare in mattinata.
I partecipanti si sono organizzati prevalentemente usando i social network proprio come era avvenuto martedì scorso.
Nonostante la manifestazione non fosse stata preventivamente autorizzata, non si sono verificati scontri tranne qualche piccolo tafferuglio tra studenti e un ragazzo di 19 anni fermato.
Volevamo approfondire la vicenda e abbiamo posto alcune domande ad alcuni ragazzi che hanno aderito alla protesta, e che in sintesi riportiamo
Quali sono i motivi della protesta?
C’era un coro che potrebbe riassumere la motivazione “Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”, ecco penso rappresenti la realtà. Penso sia inutile studiare se poi il lavoro non è garantito. >>
Cosa ne pensate dei violenti che anche ieri hanno cercato di rovinare la manifestazione?
Sono una netta minoranza e non ci rappresentano perchè vogliono solo rovinare la manifestazione. Gli organizzatori, da parte loro ripetevano che con la violenza non si risolvono i problemi e ogni qual volta vedevano qualcuno accendere un fumogeno, lo facevano spegnere.
Siete riusciti ad esporre i vostri problemi?
A mio parere non è servita a molto perchè come al solito si ricordano solo gli episodi violenti e quando non avvengono non si riesce a capire il motivo della manifestazione.
Avete partecipato alla manifestazione di martedì?
No, non ho partecipato perchè non ero informato sul motivo della protesta. Mi sono informato, ho ritenuto che i motivi fossero validi e venerdì ho partecipato.
Cosa ne pensava la gente che avete incontrato per le strade?
La gente ci guardava dalle finestre mentre altri ci applaudivano, ricordo un che i negozianti parlando tra di loro dicevano che eravamo in tanti e alcuni per precauzione avevano abbassato per metà le serrande.
Queste manifestazioni sono un chiaro segnale di disagio da parte degli studenti, ma più complessivamente di intere fasce deboli della popolazione che nelle ultime settimane stanno cercando di rendere visibili i loro problemi quotidiani.
Non solo dunque manifestanti di estrema destra o sinistra appartenenti a movimenti estremisti, ma anche normali cittadini che tutti i giorni affrontano i problemi giornalieri.
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