“Sierra Leone” si è presentata ufficialmente a Verona.

di admin
Il ministro all’agricoltura dello Stato africano, Jospeh Sam Sesay, chiede collaborazione a Verona, offrendo opportunità d’investimento e commerciali con il suo Paese.

E’ ormai noto l’accordo fra Fiera del Riso, Isola della Scala – presidente Massimo Gazzani – e lo Stato di Sierra Leone, per una stretta collaborazione fra l’Ente isolano e lo Stato africano citato: Isola della Scala e Verona forniranno formazione ed istruzione, soprattutto in agricoltura, e, come primo passo, Sierra Leone ospiterà Fiera del Riso nel suo padiglione, alla milanese EXPO 2015. Un’operazione d’ampia portata, che, se da un lato, è di determinante aiuto ad un Paese in via di sviluppo, dall’altro offre l’opportunità all’Ente di Isola della Scala di aprirsi maggiormente al mondo, consolidando la sua già acquisita internazionalità. L’accordo di Sierra Leone con Isola della Scala, Capitale del Riso, non è casuale – di esso sarà firmato un protocollo d’intesa, il 12 ottobre prossimo, quando sarà presentato anche il progetto, da realizzare in Sierra Leone, lo “Smart Farm Village” – perché il riso è l’alimento-base locale, ma vi è prodotto, purtroppo, solo in quantità molto scarsa. Sierra Leone, capitale Freetown, si trova nell’Africa centro-occidentale, sull’Atlantico, confinando a nord con la Guinea e a sud con la Liberia, ha una superficie di 72.000 km2, 5.900.000 abitanti, e dispone di immense quantità di terreni, che, grazie al clima locale ed alle abbondanti precipitazioni, può dare alla sua gente non solo alimentazione sufficiente e, al tempo, benessere, senz’altro possibile, accompagnato da valore aggiunto. Nella produzione del quale, c’è spazio anche per i veronesi, che vogliano collaborare a creare in loco tale valore, tenendo presente anche l’abbondanza di materie prime, che vanno dalla pirite alla bauxite, dai marmi ai graniti, da vari altri metalli ai diamanti, all’oro… Per sfruttare al meglio terreni e materie prime, tuttavia, mancano tecnologia e il ”sapere come fare”…
In questo quadro, si è tenuta, il 13 settembre 2013, un’importante riunione, nella Loggia di Fra Giocondo, indetta dalla Cabina di Regia di Economia Veronese e Veneta, CREVV, con una delegazione del Governo di Freetown, capeggiata dal ministro dell’Agricoltura Joseph Sam Sesay, presenti il presidente della Provincia di Verona, Giovanni Miozzi, e il presidente della Fiera del Riso, Massimo Gazzani.
Quello del Ministro sierraleonese è stato un caldo e particolareggiato appello all’imprenditoria veronese di ogni categoria, ad intervenire con la propria esperienza e con i mezzi tecnici necessari, per creare sviluppo economico nelle terre di Freetown, dove chi intendesse lavorarvi, è atteso a braccia aperte, con ogni facilitazione e con sicura creazione di reddito anche per se stesso.
Aumentare la produzione risicola ed agricola in genere, in Sierra Leone – ha detto Joseph Sam Sesay – è fattore di massima importanza per il Paese, soprattutto per strappare alla fame molta parte della popolazione e, con parte del prodotto, per originare reddito. Il fatto è che, per raggiungere tale obiettivo, non trascurando la qualità, serve assolutamente tecnologia moderna. La strada, per giungere all’ottimo, sarà lunga – ha detto il ministro Sesay – ma la volontà non manca e Sierra Leone conta molto sulla collaborazione veronese, sotto tutti gli aspetti, per Freetown e per chi s’impegnerà in Sierra Leone. Come detto, il terreno non manca – di esso è utilizzato solo il 10% e si esportano solo cacao e caffè –, il clima è favorevole, il Governo è impegnato verso il meglio, anche nel settore delle infrastrutture, in parte già realizzate, per il benessere della popolazione. E’ d’iniziativa governativa il progetto citato “Smart Farm Village”, ossia, villaggio agricolo attivo, come unità da diffondere nel territorio. Tali villaggi – con l’aiuto dei veronesi – disporranno di tutti i mezzi per una vita dignitosa nell’abitazione e nel lavoro, ponendo a disposizione dell’agricoltore tutta la tecnologia allo stesso necessaria, per una coltivazione moderna e produttiva, derivante anche da istruzione e formazione, provenienti da Isola della Scala e da Verona. Non mancheranno nel villaggio acqua, strade, pulizia e attenzione alla sanità. Il tutto, per fare in modo che la campagna non venga abbandonata, ma coltivata e curata, nell’interesse di tutti. Smart Farm Village sarà al centro delle presentazioni di Freetown – che dispone di un Pil del 23%, il più alto rispetto a quello di tutti gli Stati africani – anche come modello per un futuro e più rapido sviluppo di tutta l’Africa. In Sierra Leone, dice il Ministro, ci sono le condizioni per lavoro, progresso e benessere per locali e per esteri, con vantaggi economici per tutti.
Il ministro Sesay ha invitato a visitare il suo Paese, a prendere contatto con lo stesso, per eventuale interesse a installarvisi, a cedere tecnologia e il “come fare”, nella certezza che, in tale modo, Sierra Leone potrà inserirsi nel novero dei più evoluti Paesi del mondo. Cosa che auguriamo a Freetown, anche perché abbiamo notato, nelle parole di Joseph Sam Sesay, ottimo uomo politico, grande impegno, alta responsabilità e massima attenzione per i suoi concittadini.

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