A GARDA CONFRONTO EUROPEO SU “INVESTIRE NELLE POLITICHE SOCIALI” DI RETI EUROPEE ENSA E ELISAN
di admin“In questi tre anni di guida veneta alla presidenza dell’ELISAN – la rete europea che riunisce 1200 tra Regioni e Città d’Europa per chiedere il potenziamento delle politiche sociali da parte dell’Unione Europea – la voce di questa associazione si è rafforzata e precisata con le proposte e le buone pratiche messe in campo in questi tempi di crisi e che riguardano in modo particolare gli anziani da un lato e i giovani dall’altro, e anche le questioni delle nuove povertà e dell’aumento dell’esclusione sociale.”.
Lo ha detto Remo Sernagiotto, Assessore veneto ai servizi sociali e Presidente del network europeo ELISAN (European Local Inclusion & Social Action) in occasione dell’Assemblea generale dell’ Ensa (European Network of Social Authorities) che raggruppa i tecnici delle politiche sociali europee che si è aperto a Garda (Verona) sul cruciale tema degli investimenti nel settore delle politiche sociali in Europa “che – ha detto Sernagiotto – saranno fondamentali nel prossimo settennato dell’UE 2014-2020 non solo per la difesa della sicurezza sociale delle nostre popolazioni ma anche e soprattutto come elementi di crescita e di ripresa economica e sociale: per troppi anni si è pensato a torto che le politiche sociali fossero sinonimo di assistenzialismo ma non è così o non è più così”.
ELISAN è un network composto dai rappresentanti politici di 1200 tra Città e Regioni di 12 paesi europei (dall’Italia alla Francia, Spagna, Germania, Belgio, Bulgaria, Grecia, Irlanda, Polonia, Romania, Svezia) comprensivi di 30 milioni di abitanti.
“Per reagire alla crisi economica che tocca particolarmente i giovani, le famiglie, le donne, gli anziani, i disabili e l’infanzia – ha aggiunto l’Assessore – va data priorità agli investimenti sociali per usare le risorse a disposizione in modo più innovativo ed efficiente. E bisogna dare ascolto agli enti locali, come quelli rappresentati dalle reti di ENSA ed ELISAN il cui scopo – ricorda Sernagiotto – è di far contare di più gli enti locali nelle politiche sociali europee e presso il Parlamento e la Commissione Europea; fare squadra per usare al meglio i finanziamenti europei e i fondi strutturali proponendo azioni e buone pratiche in tema di innovazione sociale nel campo delle povertà e nuove povertà, dell’ invecchiamento attivo della popolazione per ritardare il più possibile la non autosufficienza, della conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di vita in accordo tra mondo delle imprese e mondo del lavoro”.
Segnalate inoltre le questioni della disabilità, dell’occupazione giovanile, della precarietà energetica, e i progetti d’intervento relativi al turismo sociale e all’educazione alimentare.
All’Assemblea generale di ENSA, coordinata da Barbara Trentin del Comitato Direttivo di ELISAN, è intervenuta tra gli altri Floriana Teodosiu, della Direzione Generale Occupazione Affari Sociali e Inclusione dell’Unione Europea, che ha illustrato il ‘pacchetto’ degli investimenti dell’Unione nelle politiche sociali previsto dall’agenda europea “20-20” per la crescita economica e sociale. “All’inizio della crisi economia – ha ricordato tra l’altro – i sistemi di protezione sociale dell’Europa hanno funzionato abbastanza bene ma ora sono indeboliti e abbiamo 120 milioni di abitanti del continente (cioè il 24,2% del totale) che si troveranno nei prossimi anni a rischio povertà o esclusione sociale”.
In Evidenza
L’alleanza tra ATER e BCC Veneta fa recuperare altri due alloggi sfitti

Premio Innovazione 2026: torna a Verona il ponte tra scuola e mondo del lavoro

Autotrasporto verso il fermo nazionale: UNATRAS e Confartigianato lanciano l’allarme

Vinitaly 2026, Verona consolida la crescita: più notti e domanda qualificata

Banco BPM, utile oltre i 2 miliardi e dividendo a 1 euro: l’assemblea rinnova la governance

Grana Padano DOP, il 2025 è l’anno dei record: vendite ed export in crescita

Enoturismo, leva strategica: oltre 3 miliardi di valore e nuove opportunità per il Veneto

Hansen: «Pacchetto vino strumento chiave per affrontare sfide geopolitiche e climatiche»

Vino nella GDO, nel 2025 calano i volumi ma tiene il valore: consumatori orientati al premium











