APPALTI PUBBLICI CON RIBASSI DEL 38%

di admin
UN ASSURDO SECONDO L’IMPRENDITORIA BELLUNESE DELLE COSTRUZIONI

“Continuiamo a farci del male!” Questo il commento dei presidenti Limana, Tramontin e Grisot delle categorie edilizia di Confindustria Belluno Dolomiti, Confartigianato Belluno ed APPIA CNA , in relazione all’appalto di manutenzione straordinaria delle case popolari di Cavarzano che l’ATER ha aggiudicato ad una ditta di Forlì con un ribasso del 38% sulla base d’asta.
“Cosa pensano di aver ottenuto con questo appalto? – interviene Domenico Limana, presidente di ANCE BELLUNO – Sezione Costruttori Edili di Confindustria Belluno Dolomiti – Un risparmio di 160.000 euro sull’importo a base d’asta di 427.000 euro? Ce lo auguriamo, ma l’esperienza, qualora non bastasse la semplice ragionevolezza ci lascia grossi dubbi; mi auguro che questo appalto non finisca per ripresentare quei problemi che troppo spesso si sono verificati in passato: abbandono dei lavori, ritardi nella consegna piuttosto che fallimenti o “buchi” a carico di fornitori. Per non parlare del rischio di cessione in subappalto ad imprese che dovranno a loro volta trovare occasione di risparmi. Come può pensare l’ATER che il lavoro possa essere eseguito a regola d’arte, e che non necessiteranno manutenzioni e riparazioni impreviste e costose, con questi prezzi?.”
“Giusto ad un mese dall’assemblea programmatica delle costruzioni, continua Paolo Tramontin – presidente provinciale della categoria edilizia di Confartigianato Belluno, durante la quale le associazioni imprenditoriali del settore hanno ricordato alla Regione e agli enti pubblici l’importanza di gestire con attenzione i pochi appalti rimasti, ci troviamo di fronte ad una gara di questo tipo: Bando aperto, quasi 40 imprese partecipanti, provenienti da tutta Italia, con solo 3 concorrenti Bellunesi, aggiudicato con il criterio del massimo ribasso ad un costo che si pone al di sotto di oltre 15 punti dalla “soglia di anomalia”.
“Siamo alle solite! – tuona Gabriele Grisot, presidente Unione Costruzioni Appia CNA. Nessuna procedura negoziata, ma gara al massimo ribasso. Non c’è da stupirsi se poi sono solo 3 le aziende Bellunesi a partecipare su 40 totali. L’esperienza degli ultimi anni ci ha tristemente insegnato che non c’è gara con chi propone ribassi di questa natura… Per cui sono due le cose: o rassegnarsi o cercare di sensibilizzare istituzioni, enti e tutti gli altri attori del settore con lo scopo di sostenere la territorialità del lavoro. Ed è questa seconda ipotesi che le organizzazioni imprenditoriali bellunesi hanno deciso responsabilmente di scegliere auspicando che analogo atteggiamento sia fatto proprio dai soggetti appaltatori.”
Il timore che evidenziano gli imprenditori è che fra un paio d’anni, fatti i conti, non torni alcun vantaggio per l’ente appaltante e per la comunità locale, e che si sia persa una buona occasione di lavoro per le imprese della provincia.
“Certo le regole sono state rispettate, ma non il buon senso? – continua il presidente Tramontin. Gli strumenti per redigere bandi che tengano conto e valorizzino le realtà imprenditoriali locali ci sono e ben li utilizzano i nostri vicini di Trentino Alto Adige e Friuli: e’ proprio di questi giorni la notizia che la Provincia di Trento sta pubblicando un regolamento per affidare con procedura negoziata e senza bando lavori fino a due milioni di euro”
Concordi anche Limana e Grisot: “Avremmo auspicato maggiore sensibilità dall’Ater rispetto alle imprese del territorio: perché non si è proceduto ad una trattativa negoziata con le aziende locali, pur nel rispetto della trasparenza, concorrenza e rotazione , come è previsto per gli appalti di questo importo??”
A questo punto le imprese edili bellunesi si augurano che i lavori procedano per il meglio e soprattutto nel rispetto di tutte le regole: dal divieto di subappalto oltre le soglie previste , all’utilizzo di materiali certificati, dall’impiego di manodopera correttamente inquadrata e regolarmente formata, al rispetto dei tempi e dei costi previsti dal progetto.
“Noi vigileremo in questo senso – assicurano gli imprenditori – altrettanto speriamo facciano gli enti preposti al controllo, mentre ci auguriamo che la direzione lavori dell’Ater richieda il rispetto del capitolato e non conceda varianti o revisione dei prezzi rispetto a quanto previsto nel progetto.

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