1,7 MILIONI DI EURO PER L’ASSOCIAZIONISMO COMUNALE. CIAMBETTI: “CONCRETIZZIAMO IL PIANO DI RIORDINO TERRITORIALE PER GOVERNARE CON PIU’ EFFICIENZA ED ECONOMICITA’ GLI ENTI LOCALI VENETI”

di admin
Ammontano complessivamente a 1 milione e 700 mila euro le risorse che la Regione del Veneto intende mettere a disposizione nel 2013 per incentivare l’associazionismo comunale, dando così attuazione concreta al Piano di riordino territoriale approvato in questi giorni.

“Considerate le tutt’altro che floride condizioni economiche delle amministrazioni pubbliche – afferma l’assessore veneto agli Enti locali, Roberto Ciambetti –, il significativo impegno che stiamo assumendo su questo fronte, testimonia il grande interesse strategico che la nostra Regione attribuisce al processo finalizzato a favorire l’esercizio associato di funzioni e servizi dei Comuni. Siamo convinti, infatti, che l’associazionismo sia uno degli strumenti più efficaci per garantire il recupero di competitività del governo dei territori a livello locale, ma offra anche la possibilità di conseguire, tramite la cooperazione tra enti, una dimensione economicamente conveniente e sia la condizione che garantisce una effettiva integrazione di risorse. Sono sicuro che nel corso dei prossimi anni potremo toccare con mano i benefici che l’intera operazione di riordino porterà alle nostre comunità”.

Sono due le due deliberazioni approvate nell’ultima seduta dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore Ciambetti, con le quali si prevede, nella prima, l’erogazione di 1 milione di contributi ordinari e statali “regionalizzati” per sostenere le Unioni di Comuni e le Comunità Montane o Unioni Montane di subentro, per le spese di funzionamento delle forme associative costituite entro il 2012. Nell’altra, invece, sono destinati 700 mila euro (300 mila in conto capitale e 400 mila una tantum) per contributi a favore di Unioni di Comuni e convenzioni per l’avvio e l’ampliamento dell’esercizio associato di funzioni fondamentali.
Le due deliberazioni saranno ora trasmesse al Consiglio regionale per l’acquisizione del parere della competente Commissione consiliare.

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