Valdegamberi (Futuro Popolare): “Zaia e Ruffato non cerchino alibi sul referendum per indipendenza del Veneto”
di adminGli stati nazionali attuali sono superati dal concetto stesso di Europa. Il problema e’ che oggi siamo in mezzo al guado: c’e’ l’Europa della finanza, delle banche, dell’economia, dei burocrati ma manca l’Europa della Politica. Io sono per il primato della politica, l’unica nel bene e nel male ad essere legittimata dal popolo con il voto, e voglio che sia la Politica a regolare e governare i sistemi, compreso quello finanziario e non viceversa. Manchera’ l’Europa della Politica finche’ non ci sara’ un Governo europeo con un premier europeo, una politica estera e della difesa europea, etc. E’ patetico vedere i primi ministri di ogni singolo Paese, appena eletti, correre in Europa a farsi legittimare dagli organismi finanziari, come dei diligenti scolaretti. E’ stato sconcertante aver visto la Francia andare a gara per invadere la Libia per spiazzare l’Italia, segno della mancanza di una politica estera europea. Il tema e’ che se c’e’ l’Europa non ci deve essere più ne’ Francia, ne’ Italia, ne’ Germania. L’obiettivo e’ uno stato europeo federato tra regioni o macroregioni omogenee per storia, cultura, sensibilita’ territoriali, come il territorio delle Tre Venezie, forte di una storia millenaria di governo. L’Europa, pertanto, dovra’ essere l’Europa delle regioni, dei popoli e dei territori. Se c’e’ un livello di troppo e’ proprio quello degli attuali stati nazionali. Il Veneto e’ una regione laboriosa ed intraprendente che si proietta nella mitteleuropa; la propria economia e’ strettamente legata a quella dell’area germanica; Venezia e’ stata ed e’ tuttora la porta naturale dell’Oriente. Trovo pertanto improprie le dichiazioni del Presidente della Regione, Zaia e del Presidente del Consiglio Regionale, Ruffato, di sostenere la proposta di legge referendaria per l’indipendenza del Veneto, solo se sia conforme alla legge ed alla Costituzione, quando è la stessa Costituzione al suo art. 10 a conformarsi al Diritto Internazionale. E poi, a a quale legge o Costituzione si riferiscono? A quella formale o a quella sostanziale cioe’ naturale, non scritta, ma viva nel cuore e nella mente di un popolo? Dare voce alla volonta’ di autodeterminazione di un popolo e’ forse contrario alla legge naturale? Non e’ forse la comunita’ internazionale a tutelare questo diritto naturale? Spero che non si cerchino invece alibi per affossare l’iniziativa referendaria perche’ non ci sono saggi che tengano”.
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