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CIAMBETTI: “IL NUOVO STATUTO VENETO HA SAPUTO COGLIERE IL BISOGNO DI INNOVAZIONE”

di admin
“I nuovi tempi richiedono strumenti nuovi: stiamo vivendo una svolta epocale e il cambiamento e la cosiddetta riforma delle Istituzioni vanno inseriti in questo contesto”.

Lo ha detto l’assessore al bilancio della Regione del Veneto, Roberto Ciambetti, nel corso della tavola rotonda sullo Statuto e le riforme istituzionali svoltosi stamane a Palazzo Ducale a Venezia.

“Il nuovo Statuto del Veneto – ha precisato Ciambetti – è frutto del mutamento in atto e i suoi limiti nascono dalla nebulosità della fase che stiamo vivendo e dalla necessaria prudenza che ha ispirato il legislatore: sappiamo che la realtà attorno a noi muta, vediamo che stanno determinandosi nuovi equilibri anche internazionali, ma non è esattamente ancora chiaro e definito l’orizzonte. Pensiamo anche solo alle incertezze che ruotano attorno alla moneta europea e all’edificio comunitario, al bisogno di dare sostanza politica all’Europa e, di conseguenza, ripensare il ruolo delle Regioni e degli Stati nella futura Europa. Guardiamo anche solo a casa nostra e al dibattito spesso confuso attorno all’abolizione delle Province o alla costituzione di nuove realtà, pensiamo alle città metropolitane, e via dicendo”.

Ciononostante, per Ciambetti lo Statuto del Veneto ha saputo cogliere il bisogno di innovazione: dall’istituzione del Consiglio delle Autonomie al taglio ai costi della politica, dalla affermazione della specificità di Belluno al regolamento consiliare che disegna un ruolo nuovo per maggioranza e opposizione, fino alla nuova legge elettorale che permette ai cittadini di scegliere il proprio candidato. “Scelte strategiche importanti – ha aggiunto l’assessore –, come la nuova organizzazione del territorio, la gestione associata di servizi da parti degli enti locali, la spinta all’aggregazione dei piccoli comuni, trovano nello Statuto una fonte e un punto di riferimento, riaffermando come centrale e imprescindibile l’identità veneta, il ruolo del popolo veneto, la sua legittima aspirazione all’autonomia e all’autogoverno”.

“Lo Statuto – ha concluso Ciambetti – dimostra che, seppure davanti a un futuro incerto, non esiste una divaricazione tra le Istituzioni locali e la società veneta e tutti i suoi attori e protagonisti ed è testimonianza del saper agire localmente ma guardando attentamente al di là delle frontiere italiane”.

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