ZAIA: “IL VENETO SI CANDIDA A DIVENTARE IL LABORATORIO DEL FEDERALISMO FISCALE. DALLE RIFORME PASSA IL RILANCIO DELL’ECONOMIA”
di adminLo ha affermato il Presidente della Giunta regionale del Veneto, Luca Zaia, intervenendo a Palazzo Ducale a Venezia al convegno “Dallo Statuto alle riforme – Il regionalismo italiano nella stagione delle riforme”, organizzato dal Consiglio Regionale del Veneto.
“La storia e l’attualità ci dimostrano che tutte le democrazie che hanno dati economici positivi sono passate attraverso un vero decentramento – ha detto Zaia –. Dobbiamo abbandonare definitivamente il principio dell’uniformità per abbracciare quello dell’autonomia differenziata”.
“Il Veneto si candida a essere il laboratorio del federalismo fiscale, quello vero, quello che consentirà finalmente di far tornare sui territori i surplus di gettito”, ha annunciato Zaia che è tornato a chiedersi come mai, a parecchi anni dalla riforma del titolo V della Costituzione, “ancora non si sia avuto il coraggio di applicare i costi standard i quali, se avessero come modello quelli della pubblica amministrazione del Veneto, libererebbero immediatamente circa 30 miliardi di euro, un terzo del costo annuale del debito pubblico”.
Riferendosi poi all’anniversario del nuovo Statuto del Veneto, il Presidente Zaia ha sottolineato: “La nostra Regione, maggioranza e opposizione insieme, ha fatto la sua parte introducendo ciò che a livello nazionale sembra ancora tabù: snellimento dei lavori consiliari, una nuova legge elettorale che dà la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, il limite ai mandati per evitare incarichi a vita. Abbiamo poi tagliato davvero in modo sensibile i costi della politica. E non vorrei mancare di sottolineare che il nostro statuto ha una parola chiave: autogoverno”.
“Il federalismo è centripeto mentre il centralismo è centrifugo” ha concluso Zaia con un accenno alle pronunce della Corte Costituzionale: “Dal ‘48 ad oggi la Consulta si è sempre ispirata a prìncipi centralistici. Se questa posizione poteva andar bene quando c’era la necessità di difendere lo stato nazionale, quando il mondo era diviso in due blocchi, ora queste esigenze sono tramontate. Tutti ormai dicono che la carta istituzionale non è intoccabile. Risolviamo per sempre questo federalismo imperfetto che è andato a discapito di chi è virtuoso e a vantaggio di chi è inefficiente e sprecone. Introduciamo il Senato delle Regioni: la sua assenza sta creando costi enormi in termini di ingestibilità del sistema”.
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