LAVORO. ENTRATA CROAZIA IN UNIONE EUROPEA. ZAIA SCRIVE A LETTA ALFANO GIOVANNINI “RIMANDARE LIBERA CIRCOLAZIONE IN ITALIA DEI LAVORATORI CROATI”
di admin“Sono da sempre favorevole all’ingresso della Croazia nella Ue e mi sono battuto perché ciò accadesse. E l’ho sostenuto con forza anche quando ho assunto la presidenza dell’Euregio, auspicando che la macroregione con la Carinzia si allarghi presto proprio alla Croazia e alla Slovenia. Considero i croati fratelli di sangue. L’Istria croata parla veneto – ha detto Zaia motivando le regioni dell’intervento nei confronti del Governo – Ciò non deve tuttavia distoglierci da alcune problematiche che l’ingresso della Croazia apre e che potrebbero avere risvolti drammatici in un momento di crisi economica come quello che attanagliando i nostri territori”.
“A un’ora e mezza di strada e a poche decine di miglia marittime esiste una massa di lavoratori per i quali diventeremmo d’improvviso il principale mercato del lavoro – ha proseguito Zaia – Alla vigilia dell’avvio di incontri specifici sul tema con il Governo nazionale, voglio dirlo con grande chiarezza: con gli indicatori macroeconomici che ci ritroviamo a gestire (170 mila disoccupati con indici in costante crescita, domanda interna in calo, produzione industriale ai livelli di dieci anni fa, pressione fiscale alle stelle, costo del lavoro più alto d’Europa) non possiamo permetterci di introdurre un altro elemento di distorsione sul mercato del lavoro e sull’economia veneta in generale. Qui si rischia che l’intero veneto finisca fuori mercato. Quella che ho già definito una vera apocalisse”.
“Bisogna che assolutamente – ha concluso il Presidente del veneto – come peraltro stanno chiedendo altri paesi, e come fu fatto dalla Germania con la Romania, che il Governo ricorra alle norme contenute nell’atto di adesione per rimandare ad altro momento la libera circolazione dei lavoratori croati nel nostro paese”.
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