IL GOVERNATORE DEL VENETO, LUCA ZAIA, ALL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO DEL TAR DEL VENETO: “PREOCCUPATO DALL’ECCESSO DI RICORSI STRUMENTALI CHE BLOCCANO LO SVILUPPO DELLA REGIONE”

di admin
Intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, il Presidente della Giunta Regionale, Luca Zaia, ha rivolto al Presidente del Tar, Bruno Amoroso, l’auspicio di una sempre più stretta collaborazione fra la magistratura amministrativa e gli enti locali “perché tutti abbiamo un comune obiettivo: la buona e sana gestione…

Dopo aver ricordato che dei 444 ricorsi presentati al Tar e dei 160 al Consiglio di Stato la Regione Veneto ne ha vinti quasi l’80 per cento (“Sintomo evidente che i nostri dirigenti hanno svolto un buon lavoro dal punto di vista formale”, ha commentato Zaia), il Presidente della Regione ha manifestato alcune preoccupazioni in ordine ai recenti provvedimenti sulla spending review e all’eccesso di ricorsi “strumentali” che bloccano opere essenziali per lo sviluppo del Veneto.
“Siamo molto preoccupati perché la spending review – ha spiegato Zaia – ci obbliga a mettere mano a severi tagli alla spesa pubblica, e questo comporterà inesorabilmente una serie di ricorsi da parte di tutti quei soggetti che si vedranno toccati nel vivo”.
Ma la preoccupazione del Governatore del Veneto è soprattutto per l’ingente mole di ricorsi che hanno come contraltare “il blocco di importanti opere pubbliche, fondamentali per lo sviluppo della Regione e della sua economia: opere che i veneti ci chiedono e di cui pretendono la rapida realizzazione”.
Citando il caso della Pedemontana, Zaia ha osservato: “Se è giusto chiedere che l’Amministratore pubblico risponda di danno erariale qualora agisca fuori dalla legge, altrettanto bisognerebbe fare nei confronti di chi blocca lo sviluppo della nostra regione con ricorsi che spesso servono soltanto alla visibilità o agli interessi privati o personali di qualche comitato. Non vorrei che la democrazia, che sta a cuore a tutti e che tutti dobbiamo difendere, si trasformasse in anarchia”.
In questo quadro, ha concluso Zaia, “credo si ponga un problema di accesso democratico alla giustizia: non vorrei che la giustizia diventasse fra un po’ meno equa e fruibile soltanto da chi ha i soldi per permetterselo”. E ha concluso con un esempio provocatorio: “Visto che ormai è invalso l’uso che quando un figlio viene bocciato a scuola si ricorre al Tar, non vorrei che il ricorso se lo potesse permettere soltanto chi frequenta il liceo e non chi frequenta una scuola professionale”.

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