L’Anima del Lago
di adminEcco cosa andava cercando Silvio Tommasoli di fotografia in fotografia sulle sponde del Garda. Un Garda che si svolge da Bardolino a Malcesine, scomposto nel rigore delle inquadrature e che ora si ricompone in un viaggio ideale di anni e luoghi, arricchito delle immagini dei figli, Filippo e Fausto. Sono paesaggi non ancora omologati ai modelli del consumo turistico, pregni del fluire della vita in ritmi cadenzati dai tempi della natura, ricca e povera assieme. Inquadrature che colgono la fatica del lavoro quotidiano nelle corti delle contrade, negli antichi vicoli, sui moli dei porti, fra le vele e i remi delle barche. Percorrendo le sponde veronesi con bicicletta e macchina fotografica, Silvio nelle sue immagini ha cercato la poesia del quotidiano. Niente è cronaca e nessun legame cronologico interviene a cucire fra loro le immagini: un quotidiano di piccoli gesti riferiti, di atmosfere e atteggiamenti provocati con cura, di situazioni rubate al divenire della vita tenendosi quasi in disparte, in campi lunghi che disegnano i piani del paesaggio, come se tutto cadesse nell’inquadratura naturalmente, in una sorta di ordine prestabilito dall’inevitabilità dell’azione fotografica stessa. Una raccolta di immagini, questa di Silvio, Filippo e Fausto Tommasoli, che dal 1920 procede per analogie e invita a un’osservazione attenta, a ritrovare e riconoscere, oltre alle località, l’anima antica del Lago di Garda. L’Archivio Tommasoli è stato organicamente esposto nel 2007 in una grande mostra realizzata a Verona nel Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri e, successivamente, l’intera rassegna è stata ospite della Photobiennale 2008 di Mosca diretta da Olga Sviblova. Nel 2011 al MIA (Milan Image Art) hanno destato molto interesse nei collezionisti le opere di Filippo e Fausto Tommasoli, realizzate dal 1935 al 1956, proposte in tiratura fine-art numerata. In aprile, la casa editrice QuiEdit ha pubblicato un testo di Silvano Tommasoli, docente presso l’Università di Verona, Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione: “Filippo e Fausto Tommasoli, la fotografia e la parola – assonanze tematiche tra fotografia, arte e letteratura nel ‘900”.
Sempre nel 2011, Stella Galvani ha discusso la tesi “Organizzare una mostra di fotografia: i Tommasoli” a conclusione del corso di laurea in Scienze e Tecnologie delle Arti e dello Spettacolo presso l’Università Cattolica. L’Archivio Tommasoli conserva, come si legge sul catalogo “Oltre l’Argento”, le immagini di “tre generazioni di fotografi che attraversano il Novecento e aprono al nuovo secolo. Il linguaggio della fotografia viene indagato dagli autori in percorsi autonomi, da cui traspaiono improvvise memorie più che citazioni, a volte rivelando una sorta di scambio osmotico con la loro storia. Il divenire della cultura visiva, nell’unicità di questo archivio lungo un secolo, facilita la lettura nelle due direzioni del tempo, consentendo inoltre continui passaggi dalla prassi professionale alle indagini più libere della ricerca artistica. Ed è qui che più appare il valore aggiunto di questa ‘storia di famiglia’ che si sovrappone per un secolo alla storia della fotografia e dell’arte”.
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