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Prestiti d’onore per i lavoratori colpiti dalla crisi economica

di admin
Sottoscrizione dell'accordo tra Provincia e 98 Comuni veronesi.

Oggi, nella Sala Conferenza del Centro Polifunzionale Don Calabria, via San Marco 121, Fausto Sachetto, assessore al Lavoro e ai Servizi Sociali, ha sottoscritto l’accordo con i sindaci dei 98 comuni veronesi per l’erogazione dei prestiti d’onore. Si tratta di fondi destinati ai lavoratori dipendenti e parasubordinati in difficoltà a causa della crisi economica. Ogni singolo prestito è di 2.000 euro ed è destinato a lavoratori residenti nella provincia di Verona dal primo gennaio 2010, che siano iscritti negli elenchi dei Centri provinciali per l’impiego perché hanno perso il lavoro.  
E’ la prima esperienza del genere in Veneto e soprattutto è una progettualità pilota in Italia.
Erano presenti il Prefetto Perla Stancari e l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Verona, Stefano Bertacco.
La Provincia ha già stanziato 50 mila euro così come il Comune di Verona. La Fondazione Cariverona ha deliberato 500 mila euro. Ogni Comune, invece, parteciperà al fondo di rotazione con una somma compresa fra lo 0,5 e 1 euro per abitante, con un tetto di 50 mila euro.
L’iniziativa è nata grazie alla stretta collaborazione e al sostegno finanziario e sociale di UniCredit che ha dimostrato attenzione e sensibilità verso le difficoltà del territorio. Con il prezioso aiuto del Comune di Verona, si è riusciti a mettere insieme un eccezionale lavoro di riferimento nazionale di cui la Provincia di Verona è soddisfatta e orgogliosa. L’obiettivo è dare in tempi brevi una risposta concreta ai cittadini: è un primo segnale positivo del sostegno alla ripresa economica. I destinatari dei fondi saranno lavoratori subordinati o para subordinati che  si trovano in difficoltà economica e che dovranno presentare una regolare domanda agli sportelli di assistenza sociale del proprio comune di residenza. Il prestito massimo erogabile è di 2.000 euro e dovrà essere restituito in rate a tasso 0 nell’arco di 36 mesi. Durante il primo anno, il lavoratore dovrà intraprendere un percorso di reinserimento nel mondo del lavoro che gli permetterà di restituire il prestito. L’intento è, infatti, avere un fondo di rotazione che si autoalimenti e che non necessiti di ulteriori risorse.
Assessore Sachetto: “La somma di 2.000 può sembrare modesta, in realtà per molte famiglie in difficoltà può fare la differenza per fronteggiare le urgenze come le rate dei mutui, le bollette o l’affitto. La presenza oggi in sala di pochi sindaci mi auguro voglia testimoniare non poco interesse per l’iniziativa, bensì la consapevolezza che i loro cittadini non hanno necessità di prestiti d’onore e che nei loro territori la crisi economica stia passando. In ogni caso, ci sono ancora alcune settimane di tempo per aderire al progetto in cui la Provincia svolge il ruolo importante di coordinamento e controllo sull’attuazione di questo accordo innovativo”.

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