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Per il settore alimentare all’ingrosso la congiuntura economica non è finita

di admin
Il 75% del campione ha risentito della situazione. Solo il 35% delle aziende ne è definitivamente uscito.

Un team di ricercatori coordinato dalla professoressa Bettina Campedelli presso il Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Verona, ha recentemente svolto un’indagine conoscitiva tra le aziende del Veronese operanti in diversi settori produttivi. Obiettivo della ricerca è stato quello di identificare le principali cause che hanno determinato la recente situazione di crisi, le strategie intraprese alle aziende per uscirne e alcune criticità che possono aver portato le aziende esaminate in una situazione di stallo.
Risposta eccezionale
Tra i vari settori è stato esaminato quello del commercio all’ingrosso alimentare, formato da aziende che distribuiscono prodotti in Italia e, frequentemente, anche all’estero. Principale strumento conoscitivo per i ricercatori è stato un questionario, inviato al top management delle realtà produttive monitorate. Selezionando le realtà operanti in tale settore aventi un fatturato maggiore di un milione di euro, è stato raccolto il 75 per cento dei questionari inviati, riscontrando un tasso di risposta del tutto eccezionale. Dai dati emerge che il 70% del campione ha risentito della crisi. Tra le cause principali, gli imprenditori hanno indicato nell’ordine: condizioni di scarsa efficienza della struttura distributiva della propria azienda e l’esposizione finanziaria su titoli ad alto rischio, come titoli azionari e soprattutto derivati. A sorpresa, il rapporto con le banche non risulta particolarmente critico, ed è citato al settimo posto tra gli otto fattori di crisi elencati nel questionario. Ad oggi il 35% delle aziende è definitivamente uscito dalla crisi, mentre il restante 65% degli imprenditori non sa ancora valutare oppure non ritiene la propria azienda fuori dalla crisi. Per molte realtà la situazione è, dunque, ancora critica.
L’analisi
Il grafico 1 evidenzia le principali azioni intraprese dal management per uscire e fronteggiare la recente situazione di crisi. Coerentemente con le principali cause menzionate, con maggiore frequenza sono state poste in essere scelte strategiche volte a massimizzare l’efficienza distributiva. Più raramente sono state attuate scelte volte a modificare l’assetto finanziario e societario, come l’accensione di nuovi fidi e l’ingresso di nuovi soci, apportatori di denaro fresco. Le leve maggiormente utilizzate sono state in primo luogo una maggiore attenzione ai fabbisogni del cliente, concretizzatasi in un più elevato standard qualitativo del servizio; al contempo, sono stati attuati con grande frequenza investimenti pubblicitari per attrarre sempre più maggiore domanda. Dalla ricerca risulta essere interessante anche il dato in merito all’utilizzo della leva di prezzo, utilizzata al rialzo nel 19% dei casi, scaricando così sul consumatore quelli che sono stati gli effetti della crisi.
Criticità
Tra le criticità strutturali che possono aver condotto in questa situazione di stallo le aziende analizzate è stata riscontrata in primo luogo una scarsa frequenza nell’attivazione di rapporti collaborativi con altre aziende del settore,fenomeno manifestatosi soltanto nel 30% dei casi. Inoltre, a detta degli stessi imprenditori, nella maggior parte dei casi non sono mai stati effettuati investimenti significativi in innovazione tecnologica. Pur essendo vero che il settore in parola non necessita di particolari strumentazioni, è evidente che la stessa fase di distribuzione potrebbe essere innovata per quanto riguarda la gestione dei rapporti con i clienti, con riferimento alle fasi di scelta e visualizzazione dei prodotti, negoziazione dei prezzi e gestione dei flussi amministrativi: l’attivazione di un portale web potrebbe essere un’innovazione improntata all’efficienza. Infine, è risultato scarso il tasso di innovazione delle risorse umane: soltanto nel 10% dei casi sono state reclutate in modo stabile risorse giovanili, come neo-laureati in grado di introdurre nuovi metodi e procedure di lavoro più efficaci.

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