Banca del Centroveneto presenta ai soci un bilancio molto positivo

di admin
Il Consiglio di amministrazione della banca, presieduto da Flavio Stecca, ha presenta all’assemblea dei soci un bilancio molto positivo. La ricetta per una buona qualità del credito e un’attenzione particolare al territorio.

Tenere in ordine i conti pur mantenendo costante la presenza nel comparto del credito.
In questo modo Banca del Centroveneto si è presentata presenta all’assemblea dei soci (domenica 8 maggio), dimostrando come sia possibile gestire bene un’azienda investendo sui buoni progetti del territorio, sulle piccole e medie imprese e sulle famiglie, tradizionali interlocutori delle BCC.
“Ci presentiamo ai nostri 3500 soci vicentini e padovani con un buon bilancio, frutto di una gestione prudente, oculata, attenta- esordisce il Presidente di Banca del Centroveneto, Flavio Stecca.
E’ pur vero che il momento di particolare criticità, che ha coinvolto tutti, si ripercuote in maniera preoccupante anche sul sistema bancario. Ed è vero che a pagare di più per la capacità di soffrire con il territorio di appartenenza sono stati gli Istituti di credito locali, che non si sono tirati indietro nel sostenere le imprese del loro territorio. In realtà proprio le banche di credito cooperativo hanno scelto consapevolmente di rinunciare a parte dei loro utili per mantenere in piedi il delicato equilibrio socio-economico-occupazionale delle loro zone di competenza e operatività”.
Ma come reagire alla crisi? “Per Banca del Centroveneto abbiamo posto attenzione alla qualità del credito, abbiamo chiesto alla nostra struttura istruttorie puntuali e d’altro canto abbiamo associato rapidità nelle scelte e nelle risposte al cliente- continua Stecca. Questo ci rende oggi più competitivi e questa è la strada che devono prendere i piccoli istituti come il nostro se vogliono continuare a dare servizi alle loro comunità, rimanendo al contempo banche solide, vitali, propositive”.
Banca del Centroveneto ha chiuso il bilancio 2010 in maniera positiva. Ha voluto mantenere fede ai propri principi statutari di mutualità e solidarietà, finanziando in modo attento le attività del territorio, ma soprattutto rilanciando con una attenta valutazione dei processi interni, i punti di forza della banca a partire dall’operatività delle singole filiali, considerate il centro del modello di banca. Con un utile netto di oltre 3 milioni e 700 mila euro, la banca ha totalizzato un ROE (Return on Equity), ossia un utile rispetto alla dimensione patrimoniale, del 6%. “Si tratta di un dato importante, fra i migliori del Veneto- precisa il direttore generale della Banca, Umbertino Baracca. L’accantonamento di oltre 3 milioni a rettifiche su crediti, è stato effettuato in maniera molto prudente. Si tratta di numeri che testimoniano una banca in salute”.
Raccolta diretta che sfiora i 780 milioni di euro; raccolta indiretta a quota 140 milioni di euro. In crescita anche gli impieghi a quota 667 milioni contro i 662 dell’esercizio precedente. “Un segnale- spiega Baracca, che conferma la nostra vicinanza al territorio nella concessione del credito soprattutto in questa fase delicata della congiuntura economica”. Il Patrimonio di Vigilanza è  pari a 86 milioni e 393 mila  euro mentre i titoli di proprietà sfiorano i 235 milioni di euro.
“La nostra è una banca piccola organizzata in maniera efficiente ed efficace- spiega il Presidente Stecca. Dal 2008, prima ancora che la crisi internazionale si manifestasse, avevamo intuito che era necessario operare una svolta nel modo di fare banca, soprattutto quando si parla di banca di credito cooperativo. Una riflessione interna che avrebbe richiesto maggiore attenzione, maggior impegno, maggiori sacrifici. Sicurezza, qualità dei servizi, contenimento dei costi, la preparazione del personale e la possibilità di applicare prezzi competitivi: questi sono stati i nostri obiettivi- continua. Oggi, dopo un percorso di 3 anni, vediamo come premi la politica della prudenza, dei piccoli passi, dell’ottimizzazione dei processi interni”.
Piccolo è bello? “Solo se accanto a piccolo mettiamo veloce” dice il Presidente, condividendo questa affermazione con il Consiglio di amministrazione della banca. Oggi, in uno scenario internazionale dominato dall’incertezza, non è più il grande che mangia il piccolo, ma è la velocità di reazione che determina la capacità di resistere sul mercato. E come volando troppo in alto si rischia di cadere, anche l’inerzia è un male da rifuggire”. Un istituto che intanto continua lentamente a crescere. “Abbiamo aperto pochi mesi fa una nuova filiale ad Arsego, in territorio padovano, dove non erano presenti altri sportelli del credito cooperativo. Nelle prossime settimane inaugureremo la nostra filiale n. 19 a Bolzano Vicentino, dove abbiamo già una buona operatività. Siamo riusciti anche ad assumere nuovi collaboratori. Quale futuro per la nostra banca? – rilancia il Presidente.- Puntiamo al consolidamento dell’operatività delle nostre filiali e ad uno sviluppo in profondità nel territorio. In una prospettiva di ripresa un po’ di sano e moderato ottimismo non può che far bene alla voglia di riscatto delle nostre imprese che hanno saputo innovarsi”.

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