Settimo Rapporto UniCredit sulle Piccole Imprese

di admin
Proiezione sui mercati internazionali: una via per il rilancio delle imprese venete.

Lo studio UniCredit dimostra come le piccole imprese del Veneto con proiezione internazionale guardino al futuro con rinnovato ottimismo. Solo dalle esportazioni potrà giungere la spinta per far ripartire l’economia del nostro territorio.
 L’internazionalizzazione, specie le esportazioni e la scoperta di nuovi mercati, è la grande opportunità  che le piccole imprese del Veneto possono e devono cogliere per rilanciare l’economia del territorio. Questo il principale risultato del Settimo Rapporto sulle Piccole Imprese di UniCredit.
L’indagine approfondisce inoltre tematiche relative alle aspettative dei piccoli imprenditori del territorio e fornisce indicazioni circa le azioni da sviluppare per avere successo sui mercati internazionali, sia nell’esercizio dell’attività di impresa sia nel rapporto con banche e istituzioni.
Effetti del processo di internazionalizzazione sulle Piccole Imprese
In un contesto economico generale caratterizzato da una domanda interna che stenta a ripartire sia sul versante privato che su quello pubblico, anche per molte piccole imprese venete l’export appare oggi una valida strategia per nuovi possibili percorsi di crescita. Secondo i risultati del Rapporto, tra le piccole imprese locali, è diffusa, in misura superiore al dato nazionale, l’opinione che il processo di internazionalizzazione abbia risvolti positivi per il sistema microimprenditoriale locale.
In particolar modo il 36,2% degli imprenditori veneti intervistati segnala una maggiore richiesta di personale qualificato quale conseguenza dei processi di internazionalizzazione, avendo presente che la sfida sui mercati internazionali si giocherà per lo più sul terreno della qualità dei prodotti offerti.
Particolarmente numerose  anche le risposte riferite ad una maggiore tendenza all’aggregazione tra piccole imprese (34%): il dato regionale, ampiamente superiore a quello nazionale, indica che le imprese locali hanno percepito l’importanza di una crescita dimensionale funzionale alla penetrazione sui mercati esteri. Andando allo spaccato su base provinciale del dato si rivelano particolarmente interessanti i risultati delle province di Verona e Belluno che, per quanto riguarda la richiesta di personale qualificato e la tendenza all’aggregazione tra imprese, ottengono riscontri superiori alla media regionale.
Per quanto attiene invece l’apertura di nuove opportunità di mercato, sono le imprese vicentine, veneziane e padovane a intravedere questa conseguenza come  principale vantaggio derivante dall’intraprendere strategie di internazionalizzazione.
Allo stato attuale si registra tuttavia come, per il 70,8% delle piccole aziende venete l’area in cui si sviluppa il business raramente supera i confini
provinciali e regionali. In questo contesto spiccano però le province di Padova e Treviso che, con una percentuale di piccole imprese con business estero pari al 10%, risultano essere le aree con maggiore proiezione internazionale in tutta Italia.Fiducia dei Piccoli Imprenditori del Veneto
Per quanto riguarda la fiducia dei piccoli imprenditori veneti, rilevata tra giugno e settembre 2010 e relativa ai futuri 12 mesi, si conferma il perdurare di una situazione di incertezza. Va però rilevato che per le piccole imprese del Veneto le aspettative per il futuro prossimo sono sostanzialmente in linea (indice di fiducia1 pari a 102) rispetto a quelle rilevate l’anno precedente (103).
Cosa fare per avere successo sui mercati internazionali?
Il Rapporto individua alcuni aspetti su cui le imprese che intendono intraprendere percorsi di internazionalizzazione possono puntare:
una maggiore focalizzazione sul made in Italy, inteso come attenzione agli aspetti qualitativi del prodotto, unito a un rinnovato focus sulle strategie aziendali; in Veneto l’indagine ha registrato un upgrading qualitativo (aumento qualità e contenuto tecnologico dei beni/servizi offerti) superiore rispetto a quello registrato nel resto del paese.Restrigendo il campo di analisi alle singole province, si può rilevare che:
– le aziende padovane e veneziane hanno avviato le più significative politiche di miglioramento qualitativo dei beni e servizi offerti; sempre le stesse imprese, unitamente a quelle bellunesi, hanno focalizzato le proprie strategie sull’aumento del contenuto tecnologico.
Lo stesso trend è individuabile nell’implementazione delle politiche di marketing, comunicazione e pubblicità
– una sostanziale omogeneità tra le diverse province, è riscontrabile nelle strategie di contenimento dei costi (verso cui paiono essersi indirizzate tutte le imprese venete) e nell’aumento patrimoniale (strategia perseguita una percentuale minoritaria di aziende, con l’eccezione delle imprese veneziane)- ricerca di nuovi sbocchi commerciali: occorre abbandonare logiche monomercato e aumentare la presenza sui mercati emergenti ad alto potenziale di crescita, compresi quelli geograficamente vicini come i Paesi dell’Est Europa;
– superamento dei vincoli dimensionali: per ovviare ai vincoli posti dalla piccola dimensione emerge un invito a dare vita a reti di imprese, necessarie a far massa critica e consolidare il posizionamento competitivo sui mercati internazionali. In tutta la regione si nota infatti ad oggi una  scarsa propensione delle imprese a collaborare tra loro. Il fenomeno assume minore rilevanza nelle zone di Vicenza, Padova e Belluno. Tra le forme di collaborazione più idonee per superare i vincoli dimensionali si segnalano le reti di impresa e le filiere globali, forme aggregative che consentono anche a realtà di piccole dimensioni di affacciarsi più facilmente sui mercati esteri.
Il ruolo della banca e delle istituzioni
I risultati dell’indagine confermano l’importanza di un rapporto stabile con la banca, specie se internazionalizzata, in un’ottica di reciproca trasparenza e informazione. Alla Banca le imprese chiedono prodotti e servizi mirati, per ridurre i costi fissi associati ai processi di internazionalizzazione. In particolare, per il 63,3% delle imprese venete interpellate risulta prioritario che la banca di riferimento possa contare su una rete sportelli capillarmente diffusa sul territorio e, al tempo stesso, per il 47,8% del campione, caratterizzata da una presenza diffusa a livello internazionale. Per quanto riguarda le altre istituzioni, il supporto all’internazionalizzazione delle piccole imprese passa attraverso un maggior coordinamento e una razionalizzazione dei diversi soggetti, con una regia forte, specialmente nella costruzione dei primi contatti con le controparti commerciali estere.

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