Domani Presidi Cgil nelle piazze Venete
di adminDOMANI PRESIDI CGIL NELLE PIAZZE VENETE: “I CITTADINI ASCOLTINO GLI INSEGNANTI ED I LAVORATORI PUBBLICI PERCHE’ PARLANO DI TUTTI NOI”. Questo l’appello del segretario generale della Cgil del Veneto, Emilio Viafora, che non risparmia critiche al governo ed alla regione. Nei prossimi giorni, annuncia, oltre 200 precari veneti del pubblico impiego rischiano di restare a casa. Ma sono solo i primi di una lunga serie.
“La Cgil invita i lavoratori ed i cittadini del Veneto ad accogliere ed ascoltare gli insegnanti ed i lavoratori pubblici che domani (venerdì 25 marzo) saranno davanti alle scuole, agli ospedali e nelle piazze contro il ridimensionamento della scuola e dei servizi pubblici e la svalorizzazione, per via normativa e contrattuale, dei lavoratori che vi operano”: l’appello è del Segretario Generale della Cgil veneta, Emilio Viafora, fortemente preoccupato per le politiche del Governo – ma anche della Regione – che passo dopo passo stanno smantellando lo stato sociale, favorendo la privatizzazione del welfare. “Ciò – spiega Viafora – avviene con un duplice attacco: da un lato si riducono le risorse (macroscopico il caso dell’istruzione) concentrando i tagli di spesa sui capitoli delle sanità, della scuola, della previdenza e dei servizi pubblici anziché sugli sprechi, dall’altro si tolgono spazi all’ esercizio sereno del lavoro nel pubblico impiego arrivando ad abbassare retribuzioni e diritti, criminalizzando la categoria o discriminando in modo inaccettabile al suo interno. In questo senso vanno le leggi Brunetta e il recente accordo separato siglato da Cisl e Uil, così come il blocco del contratto ed il mancato rinnovo delle Rsu.
Se non la fermiamo – avverte Viafora – questa deriva continuerà ancora distruggendo lavoro e prestazioni alla cittadinanza. Già siamo di fronte a scadenze ravvicinate che ci vedranno impegnati in nuove mobilitazioni a tutela dei precari impiegati nella pubblica amministrazione che il Governo vuole ridurre del 50% e di quelli della scuola di cui a giorni verrà comunicato il nuovo taglio per la regione. Il 31 marzo scadrà il contratto per oltre 60 precari in forza nelle sedi venete dell’INPS che rischiano seriamente di restare a casa, mentre il Ministro Sacconi nega perfino un incontro con il sindacato. Altri 150 stanno per essere espulsi dall’ARPAV a seguito della decurtazione di risorse decisa dalla Regione nei giorni in cui il ripetersi dell’alluvione evidenzia la necessità di investire sulla tutela ambientale.
Questo stillicidio deve finire perché così facendo, oltre al lavoro, si affossa lo sviluppo. E deve finire la pratica degli accordi separati su cui non c’è mai una verifica con i lavoratori.
La Cgil non starà a guardare ed intanto fa proprio e rilancia l’ appello costitutivo degli “stati generali della conoscenza” per un forte rilancio dell’istruzione ed il superamento di quella che si profila come una emergenza educativa, sociale, culturale e occupazionale che riguarda i giovani. Una delle condizioni di partenza è l’ obbligo scolastico a 16 anni messo in discussione nel Veneto dall’accordo separato (apprendistato in assolvimento dell’obbligo scolastico) realizzato dalla Regione e dal Ministro Sacconi con alcune parti sociali proprio nello stesso giorno in cui in Emilia Romagna Cgil Cisl Uil hanno sottoscritto unitariamente con la Regione un’intesa per il diritto allo studio ed il contrasto agli abbandoni scolastici volta a contrastare norme nazionali che aprono la strada al lavoro minorile”.
Di seguito le principali iniziative e il comunicato – già spedito – sul senso della giornata
-Belluno: presidio e volantinaggio davanti alla Prefettura dalle ore 11:00 alle ore 13:00 e assemblea sindacale negli enti con sede nel territorio bellunese
-Padova: presidio e volantinaggio in Piazza della Frutta dalle 9:00 alle 13:00 ad opera dei dipendenti pubblici assieme a quelli della conoscenza.
-Rovigo: presidi e volantinaggi davanti a tutte le aziende ospedaliere per tutta la giornata; alle 12 incontro con il Sindaco di Rovigo e con la Presidente della Provincia
-Treviso: volantinaggio presso le Aziende Ospedaliere della provincia.
-Mestre: assemblea provinciale dei quadri e delegati, del pubblico impiego e della scuola dalle 9 alle 12 presso il cinema Dante.
Dalle ore 12 presidio in piazza Ferretto
-Verona: presidio e volantinaggio Piazza Bra dalla 10 alle 13
-Vicenza: presidio e volantinaggio di fronte all’Ospedale di Vicenza (ore 10.30 – 14.00) e all’Asilo Nido Turra (ore 15.00 – 17.00)
– Noventa: presidio e volantinaggio Ospedale ore 8.00 – 11.00;
– Schio: presidio e volantinaggio Ospedale 13.30 – 15.00;
– Valdagno: presidio e volantinaggio nella piazza del Comune ore 9.30 – 12.00.
Presidi nelle scuole, negli ospedali e nelle Piazze del Veneto il 25 marzo contro la politica del governo che deprime la cultura, l’istruzione, il sistema dei servizi e penalizza il lavoro pubblico.
Insegnanti, studenti e dipendenti pubblici riempiranno con una miriade di iniziative le strade e le piazze dei principali centri del Veneto venerdì 25 marzo per protestare contro la politica di tagli operata dal Governo che deprime la cultura, l’istruzione ed il sistema dei servizi e del welfare e contro le scelte governative che portano al blocco dei contratti, al mancato rinnovo delle RSU e alla prassi degli accordi separati.
Gli insegnanti saranno davanti a numerosissimi istituti all’ inizio dell’orario scolastico per distribuire volantini sui motivi della protesta e per raccogliere firme attorno ad una petizione che chiede il ripristino dei fondi sottratti negli ultimi due anni alla scuola pubblica, una riforma dell’Università diversa dal testo Gelmini, impegni per la formazione permanente ed il ritiro della norma del collegato al lavoro che mina il diritto all’obbligo scolastico fino a 16 anni.
A Mestre si riuniranno in assemblea assieme ai lavoratori del pubblico impiego (ore 9, cinema Dante) a sottolineare il senso di una battaglia comune che culminerà nello sciopero generale del 6 maggio e denunciare l’impatto nel territorio dei provvedimenti del Governo e degli accordi separati sul lavoro pubblico. Con loro i tanti precari che sono stati espulsi dal lavoro o che tuttora vivono una condizione di incertezza e difficoltà.
Alla fine andranno tutti in piazza Ferretto per spiegare alla cittadinanza i motivi della mobilitazione.
Presidi si terranno anche nel resto del Veneto davanti a diversi ospedali e sedi di istituzioni oltre che in alcune piazze e mercati.
“Abbiamo deciso di scendere in piazza – dice il Segretario Generale della Fp-Cgil regionale, Daniele Giordano – per incontrare i cittadini e informarli sulle pesanti conseguenze che i provvedimenti e i tagli del Governo avranno sulla tenuta dei nostri servizi e sull’assistenza alla persona. Spiegheremo anche il perché della nostra forte contrarietà all’ accordo siglato tra Brunetta e Cisl e Uil che serve solo a sostenere la furia ideologica del Ministro e non tutela il diritto dei lavoratori a veder rinnovato il contratto nazionale. Le iniziative sottolineeranno le due facce della nostra lotta: da un lato le rivendicazioni sindacali, lo sblocco della contrattazione e del turn over, lo stop al licenziamento del 50% dei precari della pubblica amministrazione e la nostra contrarietà alla cosiddetta riforma Brunetta sostenuta da Cisl e Uil con la firma dell’accordo separato del 4 febbraio che, al netto della propaganda, produce un impoverimento del lavoro pubblico e dei servizi; dall’ altro una battaglia generale in difesa dei diritti dei cittadini e del sistema dei servizi pubblici oggi scientemente impoverito per far spazio ai privati”.
Dello stesso tenore una dichiarazione del Segretario Generale della Flc del Veneto, Salvatore Mazza, che tra l’altro evidenzia la pesantezza dei tagli che hanno già colpito in Veneto il settore dell’istruzione cui si aggiungeranno (a giorni un incontro con la direzione scolastica regionale) nuove pesanti riduzioni di organico. “Il tutto – dice – mentre la regione presenta un forte gap nei confronti delle altre aree europee sul piano dell’ istruzione e della conoscenza”.
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