Nuova call-to-action

Redditometro da guinness dei primati. Vita hollywoodiana ma nullatente per il Fisco

di admin
Un decennio senza presentare dichiarazioni ma un tenore di vita da star.

Lo ha scoperto la Direzione provinciale delle Entrate di Treviso che ha contestato ad un contribuente l’evasione totale per le annualità 2003-2007. Il soggetto, pur svolgendo varie attività lucrose, non ha denunciato redditi tra il 1998 e il 2007. L’importo complessivo del debito nei confronti del Fisco è di 15,7 milioni di euro tra maggiori imposte Irpef, Irap, addizionali regionali, comunali e sanzioni.
Un caso da record – tutto è partito da una indagine dell’Agenzia delle Entrate sugli incrementi patrimoniali di una lista di soggetti individuati dalle banche dati centrali per aver acquistato degli immobili. La segnalazione consente di ottenere elementi utili per l’eventuale applicazione dell’accertamento da redditometro.
I funzionari di Treviso hanno così scoperto che un contribuente aveva comprato un immobile di lusso dal valore dichiarato di 350mila euro. In realtà aveva ottenuto da diversi istituti bancari mutui per importi tra il mezzo milione ed i due milioni di euro, offrendo in garanzia l’immobile appena acquistato per un valore di quattro milioni di euro.
Una vita da nababbo – ingentissimo il patrimonio mobiliare ed immobiliare accumulato nel tempo dal contribuente. Una villa in stile palladiano, macchine di lusso sufficienti ad aprire una concessionaria, manovre finanziarie per disinvestire alcuni immobili a beneficio del padre ottantenne e di aziende di cui era socio.
Il ricorso in commissione provinciale – La Direzione provinciale di Treviso, dopo aver verificato che per un intero decennio non risultava alcuna dichiarazione fiscale da parte del soggetto, ha attivato le indagini bancarie. Sono stati così scoperti conti correnti multimilionari nonché capitali di altissimo valore economico non documentati.
Il contribuente ha impugnato gli accertamenti dell’Ufficio davanti alla commissione tributaria provinciale di Treviso. I giudici tributari di primo grado hanno accolto i rilievi dell’Agenzia delle Entrate e riconosciuto l’insostenibilità di tutte le tesi difensive per l’assenza di prove di fatto.

Condividi ora!