Haim Baharier e le dieci parole

di admin
Inizia martedì 8 febbraio alle 18 per quattro martedì di seguito fino al primo marzo il nuovo ciclo “Le parole del nostro tempo” della Fondazione Centro Studi Campostrini dedicato a “Il decalogo”.

«Il decalogo, le dieci parole. Parlare di dieci comandamenti mi pare ingiusto. Non ci sono imperativi, nessuna imposizione. I verbi sono al futuro. Quei verbi portano promesse che si realizzano». Dalle parole tratte dall’ultimo libro di Haim Baharier (Le dieci parole. Ti racconto il decalogo come non lo hai mai sentito, prossima uscita con San Paolo Edizioni) nasce l’idea del ciclo d’incontri dal titolo “Il Decalogo” che ha inizio martedì 8 febbraio, per quattro martedì di seguito, fino al primo marzo, alle 18, alla Fondazione Centro Studi Campostrini di Verona, in via Santa Maria in Organo, 4.
Haim Baharier, matematico, filosofo, psicanalista, autore teatrale e consulente aziendale, partirà da una critica alla diffusa definizione di “dieci comandamenti”, in quanto l’espressione ebraica usa il termine Aseret ha-Dibberòt, ossia “dieci parole”, contrapponendola a ogni interpretazione ingenuamente legalista e dogmatica. Con un linguaggio semplice ed ironico, il maestro di esegesi biblica compie una riflessione illuminante e provocatoria sul testo sacro. Ma cosa nasconde questo spostamento di significato e quali sono i motivi che hanno portato all’affermarsi di una simile traduzione? «Nel mio percorso dentro le Dieci parole – spiega il maestro Baharier –, dall’arrivo dei figli d’Israele alle soglie del deserto di Sinai fino alle prime parole dell’epilogo di Ado(n)ài, a termine di Esodo 20, non mi allontano dalle parole e dal contesto della comunicazione. Qui scopro delle premesse pedagogiche all’evento sinaitico, una sorta di preparazione spirituale. Leggo nove premesse che, con la mediazione di Anokhì, l’Io divino, diventano nove promesse che si realizzano».
«Il Maestro Baharier – spiega Davide Assael, moderatore degli incontri – si distingue per mettere in luce il valore formativo dell’esperienza di vita ebraica, riassumibile nell’immagine dell’Esodo, inteso come uscita da un sistema di pensiero ben rappresentato dall’immagine della piramide dove la base è schiacciata dal vertice incarnato dal faraone. Le dieci parole, originario termine ebraico dei comandamenti, rappresentano dieci tappe dello sviluppo di questo percorso formativo».
Haim Baharier è stato allievo di alcune delle figure di maggior rilievo del Novecento europeo, da Emmanuel Levinas a Leòn Askhenazy, oltre ad aver seguito gli insegnamenti del grande Rabbi Israel di Gur. Oggi si distingue come uno dei più accreditati interpreti biblici del panorama contemporaneo, forte di un metodo esegetico che lo rende un unicum nel nostro Paese. Ha pubblicato per Garzanti La genesi spiegata da mia figlia e Il tacchino pensante. L’iniziativa si colloca all’interno del percorso “Le parole del nostro tempo”, che negli anni passati ha visto il coinvolgimento di Emanuele Severino e Salvatore Natoli.
 Il ciclo d’incontro è a ingresso libero e ha il patrocinio del Comune di Verona, della Provincia di Verona e della Regione Veneto.

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