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Nuovo alleato nel contrasto all’evasione fiscale

di admin
In Veneto siglato l’accordo tra l’Agenzia e il Comune di Padova.

Il direttore regionale del Veneto dell’Agenzia delle Entrate, Giovanni Achille Sanzò, e l’Assessore ai Tributi del Comune di Padova, Umberto Zampieri, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa di durata annuale che regola le modalità con le quali il Comune potrà contribuire alla lotta all’evasione fiscale.
Il Comune di Padova inoltrerà le sue segnalazioni all’Agenzia delle Entrate relativamente a:
commercio e professioni – soggetti che esercitano un’attività economica senza partita Iva o che si qualificano come enti non profit svolgendo tuttavia lucrose attività commerciali
urbanistica e territorio – contribuenti che hanno venduto aree edificabili senza dichiararne i proventi o che hanno partecipato ad abusivismi edilizi sia di tipo residenziale che industriale
proprietà edilizia e patrimonio immobiliare – proprietari che non dichiarano seconde/terze case, che affittano appartamenti senza registrarne i contratti, o che omettono dichiarazioni Ici e Tarsu
residenze fittizie all’estero – soggetti che dichiarano di risiedere all’estero ma, di fatto, continuano a mantenere i loro interessi familiari ed economici in loco
disponibilità di beni indicativi di capacità economica – contribuenti che possiedono una quantità di beni economicamente rilevanti non coerenti con i redditi dichiarati.
Il Comune di Padova potrà utilizzare, oltre alle informazioni disponibili nelle proprie banche dati e a quelle raccolte dai servizi Tributi, Commercio e Polizia municipale, una serie di dati  messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate quali, ad esempio, i bonifici bancari e postali relativi alle ristrutturazioni edilizie, i contratti di somministrazione delle utenze domestiche, i contratti di locazione e le denunce di successione aventi ad oggetto immobili ubicati nel territorio comunale. L’accordo prevede anche che siano nominati dei referenti provinciali delle Entrate per meglio ottimizzare il coordinamento delle attività e che siano approntati dei percorsi formativi riguardanti la predisposizione delle segnalazioni.
Il Comune avrà diritto di riscuotere il 33% delle somme effettivamente incassate dall’Erario e che includono non solo le maggiori imposte definite ma anche le sanzioni e gli interessi.

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