La crisi scoppia: prima la Tunisia, ora l’Egitto, poi…?
di adminLa Grecia che ha assaggiato un po’ di manifestazioni sociali violente, ha potuto contare sull’aiuto dell’Europa, un aiuto non disinteressato, ma un aiuto concreto, che ha fatto scrollare l’euro ed il suo sistema monetario, tanto che, ancora adesso, i ministri europei delle finanze sono perennemente in riunione per trovare i nuovi equilibri. Ma chi salverà l’Egitto ed il suo sistema economico dalla rivoluzione del pane scoppiata in Tunisia? Quale organismo si sobbarcherà questa possibile crisi che ha fatto capire ai popoli che, anche contro un governo ritenuto stabilissimo, si può sovvertire in pochi giorni chi comanda e farlo inseguire da mandati di cattura internazionali? Ora, assistiamo all’implosione del regime di Mubarak, forse ce la farà forse non ce la farà, certo che i mercati hanno paura, questo fine settimana ha fatto chiudere in ribasso la borsa americana e se il caos proseguirà non è detto che altri paesi dell’area nord africana ne subiscano conseguenze. Il mercato europeo sarà comunque colpito, ci saranno delle ripercussioni, speriamo limitate, ma ci saranno. E’ la coda lunga della crisi, o meglio le prime avvisaglie del protrarsi di una crisi che distruggendo ricchezza nel mondo, distrugge speranze e certezze, e mette i giovani di fronte a scelte drammatiche. Possibile che i nostri politici non ci pensino quando vanno in Europa, in televisione a farsi vedere? Possibile che gli italiani diano ancora spazio a temi fuorvianti e dopanti? Possibile che in Italia i temi dominanti siano solo sesso droga e sputtanamento istituzionale? Passata la sbornia, i problemi rimangono, per cui stiamo attenti è pericoloso. O vogliamo aspettare che qualcuno si dia fuoco come in Tunisia per far ritornare sui propri passi le nostre autorevoli autorità? Ma una volta acceso un fuoco su di un martire, “di quella pira , l’orrendo foco”, colpirà ovunque a destra ed a sinistra, in specie i più indifesi. In Italia, fatti del genere, faranno scoppiare contraddizioni e teoremi oggi sopiti. La rivoluzione dei gelsomini tunisina per i prezzi impossibili del pane e poche speranze per i giovani, per ora, in Italia, in Europa, non attecchirà; panem et circenses, dicevano i romani, sono gli elementi per contenere i popoli, da noi il pane in genere non manca, gli spettacoli indecenti, invece, sono all’ordine del giorno.
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