Tassa di soggiorno, il “no” degli albergatori veronesi: “Si rischia di penalizzare un settore fondamentale per economia e occupazione”

di admin
L’ipotesi dell’introduzione di una tassa di soggiorno su base sia regionale che nazionale viene fermamente contrastata dall’associazione albergatori di Verona e provincia aderente a Confcommercio Verona.

Il presidente Oliviero Fiorini, in rappresentanza dei titolari delle circa 200 imprese alberghiere associate nella provincia,   si dice preoccupato  del “fuoco incrociato” che da un po’ di tempo colpisce gli albergatori. La Regione Veneto – prima del collegato al federalismo in discussione in questi giorni – aveva ipotizzato l’introduzione di una tassazione che colpirebbe solo la categoria, trasformandola di fatto in “sostituto d’imposta”; in questi giorni, inoltre, il Governo ha a sua volta ipotizzato un’analoga imposta a favore dei Comuni capoluogo il cui importo varierebbe da 50 centesimi a 5 euro a persona per ogni pernottamento in albergo.
“Entrambe le ipotesi sono inaccettabili”, commenta Fiorini. “Verrebbe di fatto penalizzato un solo comparto creando sperequazioni all’interno delle categorie che di turismo vivono e lavorano. Sarebbe oltretutto una situazione difficile da gestire, in virtù del fatto che ci sono già contratti in essere con i tour operator che potrebbero saltare oppure, se rispettati, ridurre ulteriormente la marginalità delle imprese alberghiere a scapito della qualità del servizio e degli investimenti futuri di un settore fondamentale per Verona e provincia, con il rischio di ripercussioni anche sul fronte occupazionale”.
“Ci auguriamo che contro l’ipotesi tassa di soggiorno – conclude Fiorini –  si mobilitino anche altri settori, alla luce dell’indotto garantito dal turismo alberghiero che coinvolge tutto il tessuto economico del veronese ed è inoltre strettamente connesso con l’aspetto culturale. Diciamo quindi un no alla tassa di soggiorno, di qualsiasi conformazione, senza “se” e senza “ma””.

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