Commemorazione Don Guerrino Patuzzo

di admin
Domenica 30 gennaio 2011, alla presenza del Vescovo di Verona, Mons. Giuseppe Zenti, la comunità di Pontepossero, frazione di Sorgà, in provincia di Verona, celebrerà il 10° anniversario della morte di don Guerrino Patuzzo, parroco del paese per 50 anni, fino alla morte avvenuta il 26 gennaio 2001.

La celebrazione è promossa dall’Associazione Culturale Don Guerrino Patuzzo, dalla Parrocchia, dalla Pro Loco e dall’Associazione Combattenti e Reduci di Pontepossero.
Il programma della giornata prevede la celebrazione della S. Messa presieduta da Sua Eccellenza il Vescovo di Verona, alle ore 9.30; seguirà la presentazione della biografia “Don Guerrino Patuzzo – La vita semplice di un uomo dal cuore grande come il mondo”, con gli interventi del Vescovo, dell’autore Valerio Lessi, di don Mario Urbani, parroco di Parona, e delle autorità locali.
Alle 12.45 l’appuntamento è per il pranzo insieme al Vescovo (partecipazione con prenotazione obbligatoria tel. 0457325080) e alle 15.00 gli incontri proseguiranno con brevi testimonianze sulla vita e l’opera di don Guerrino.
La giornata si concluderà con l’estrazione della Lotteria per la raccolta fondi da destinare alla borsa di studio che l’Associazione Culturale “Don Guerrino Patuzzo”, ogni anno destina a un seminarista del Kenya e al finanziamento dei progetti della scuola per l’infanzia intitolata al parroco di Pontepossero.
Appassionato dell’educazione delle giovani generazioni, ma anche di api, di colture agricole e di omelie rigorosamente scritte su quaderni neri bordati di rosso, don Guerrino Patuzzo è una figura centrale nella vita religiosa, ma non solo, della comunità di Pontepossero, che ha guidato da parroco per 50 anni, dal 1951 al 2001.
Uomo di smisurata fede e mai stanco di portare aiuto concreto a chi si rivolgeva a lui, spesso don Guerrino è stato paragonato al patrono dei parroci, quel curato d’Ars che aveva messo a disposizione degli altri tutta la sua vita: i suoi pensieri erano per la gente della parrocchia, per i ragazzi, i chiericchetti, la sua chiesa e la S. Messa, punti centrali della propria vita che, seppur trascorsa in campagna, hanno tanto elevato la sua figura di sacerdote dalle umili origini – settimo di dieci figli di un agricoltore e una casalinga – che come dice la Scrittura “la sua vita sacerdotale, fa sì che sia morto, ma che continui a parlarci”.

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