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Tutelare e valorizzare la proprietà intellettuale d’impresa per creare valore

di admin
Importante convegno multidisciplinare a Verona.

Le piccole e medie imprese veronesi non  devono combattere solamente con la crisi che ha colpito l’intero mondo economico globale, ma devono affrontare quotidianamente la concorrenza dei mercati emergenti e quella delle grandi realtà aziendali. I Paesi in via di sviluppo producono a costi inferiori rispetto alle aziende del cosiddetto mondo occidentale  e inoltre hanno invaso il mercato di copie e surrogati dei prodotti occidentali. In questo contesto le aziende veronesi (ma più in generale venete e, possiamo dirlo, di tutta Italia) faticano ad imporsi sui mercati internazionali con i cosiddetti prodotti made in  Italy.
Il convegno
Il tema della protezione e della valorizzazione dei marchi, dei brevetti e del know how aziendale è quindi di grande attualità, e proprio per questo l’Università degli Studi di Verona, in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili di Verona e con l’Ordine degli Avvocati di Verona, ha organizzato un convegno (il 16 giugno, ore15, nella Sala conferenze Unicredit di via Garibaldi) dal titolo “Protezione e valorizzazione della proprietà intellettuale di impresa per la competitività e la crescita”. L’evento traccia le linee guida da seguire nella difesa e nella valorizzazione della proprietà intellettuale in ambito aziendale al fine di differenziarsi sul mercato e crescere sotto il profilo tecnologico ed economico.
L’elemento finanziario
Il tema trattato dal convegno è vasto, ma sottolinea alcuni profili che, per sviluppare e tutelare la competitività delle aziende, non è possibile tralasciare. Il valore dell’ingegno e della creatività spesso non ha prezzo. Un’idea geniale, un prodotto innovativo o un particolare  processo tecnologico possono fare la differenza in un mercato estremamente competitivo come quello attuale. Ma non solo, in gioco c’è anche l’aspetto prettamente economico. Infatti, la tutela della  proprietà intellettuale,  ad esempio per mezzo della registrazione di validi brevetti internazionali,  consente di sviluppare più proficui  rapporti con il mondo finanziario al fine di accedere a finanziamenti da parte degli istituti di credito.  Allo stesso modo anche Il c.d. know how (vale a dire le conoscenze ed esperienze tecnico-commerciali segrete) è un valore aggiunto per l’impresa  e quindi un bene concreto dell’azienda,  utilizzabile per la valorizzazione del patrimonio stesso della realtà imprenditoriale. .
Il contesto Verona
La realtà industriale veronese, dal punto di vista dell’innovazione, della tutela della proprietà intellettuale e del finanziamento della stessa, non è diversa da una qualunque realtà veneta e italiana. L’industria locale è prevalentemente incentrata sui settori della manifattura e della trasformazione delle materie prime, è quindi chiaro che le aziende scaligere debbano puntare sull’innovazione tecnologica e sulla sua valorizzazione, per ottenere un più agevole accesso agli strumenti creditizi,   e quindi per superare i momenti di particolare crisi e contrazione economica.
Le economie in crescita
La globalizzazione ha aumentato l’offerta di prodotti sul mercato mondiale, ma non solo. Ha anche moltiplicato le copie di prodotti già presenti sullo stesso mercato. Questo processo, seppur amplificato nell’ultimo decennio, non è nuovo. I cosiddetti mercati emergenti, pensiamo all’est europeo o all’estremo oriente, non tendono a copiare più di quanto non lo facessero negli scorsi decenni altri o più di quanto non lo facessero gli italiani stessi fino a 20 anni fa. Sul piano competitivo la differenza sta nel prezzo dei prodotti. Proprio per questo, per rimanere sul mercato, le aziende dei paesi occidentali si devono riservare quelle produzioni e quelle attività tecnologicamente avanzate grazie alle quali hanno un vantaggio qualitativo rispetto agli “altri”
Investire in tecnologia
Il motore di questo processo è la ricerca. Ad esempio, il Giappone, che fino a 30 anni fa copiava i prodotti occidentali, e che oggi è un Paese ad alto sviluppo tecnologico, ha compiuto questa evoluzione investendo in ricerca. Così faranno, e stanno già facendo, anche Paesi come Cina e India, in cui si comincia oggi a creare nuova tecnologia. Se si considera la vastità dei mercati in oggetto e i mezzi che metteranno in campo, queste nuove realtà avranno un impatto molto forte sull’economia mondiale, travolgendola. Proprio per questo, per competere con queste realtà, l’unica soluzione è la continua innovazione, la continua ricerca e la protezione di questo valore intellettuale. Per preservare e tutelare la proprietà intellettuale, e di conseguenza, per quanto riguarda la nostra provincia, il made in Verona, si può fare molto. Innanzitutto si può incrementare il numero di brevetti e di idee tecnologiche registrate. Anche se non sempre un simile proliferare di brevetti  è davvero sintomo di un’attività di effettiva innovazione industriale. A volte costituisce in realtà un importante strumento che utilizzano le grandi industrie per  combattere  i concorrenti  economicamente più deboli (o comunque non disponibili ad investire nella proprietà intellettuale), circondandoli di privative delle quali più che il contenuto, in termini di effettiva originalità, importa la capacità dissuasiva.
 
Tutelare la proprietà intellettuale
In questo contesto considerato che una delle ragioni della cronica inferiorità dell’industria veronese, e italiana, rispetto a quella dei paesi più industrializzati, consiste nelle sue dimensioni, mediamente inferiori, e quindi anche nelle ridotte disponibilità finanziarie, è di estrema importanza conoscere e sfruttare al meglio i pratici meccanismi di tutti quegli strumenti internazionali (come, per esempio, il Brevetto Europeo, il brevetto e il marchio c.d. “internazionale”, il marchio e il modello comunitario), che consentono di ottenere registrazioni multiple attraverso il deposito di un’unica domanda,  con un risparmio  sui costi per la tutela internazione della proprietà  intellettuale.
Otre a questi temi, il convegno del 16 giugno approfondirà anche altri argomenti, quali la valorizzazione nel rapporto banca impresa, nonché la valutazione economica degli asset riconducibili alla proprietà industriale.
Assai variegato  ed autorevole il panel dei relatori che annovera docenti universitari, imprenditori in prima linea nello sviluppo dell’innovazione industriale, esperti del mondo bancario e della tutela internazionale della proprietà intellettuale.

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