Il thriller in scena con il Teatro Impiria
di adminNell’ambito della rassegna teatrale organizzata dal Comune di Verona, va in scena al Teatro Canossa (in via Alberini, dietro viale Venezia), venerdì 19 marzo con inizio ore 21.15, l’ultima produzione del Teatro Impiria dal titolo “Ultima chiamata. Un duello telefonico tra le ipocrisie del nostro tempo”, per la regia di Andrea Castelletti con le musiche originali di Teo Ederle.
Attenzione: si evidenzia che le repliche previste per giovedì 18 e venerdì 19 al Teatro Camploy sono state annullate per l’impegno che il Teatro Camploy ha preso con la RAI per la realizzazione di una trasmissione musicale. Il Comune di Verona ha quindi provveduto a spostare la replica del Teatro Impiria al Teatro Canossa, per il solo giorno di venerdì 19.
"Ultima chiamata" è un testo teatrale scritto da Andrea Castelletti, liberamente ispirato al film “Phone booth”, una pellicola quasi ignorata dal grande schermo, rivalutata poi nel circuito del videonoleggio. Dal film si è colta la situazione di base e lo sviluppo narrativo, mentre i personaggi ed i dialoghi sono stati re-inventati, sdoganando l’opera dal contesto americaneggiante del film per avvicinarla al gusto ed al sentire del pubblico italiano. Si sono mescolati così i molteplici ingredienti di forma – proposti dal film – con quelli di contenuto proposti dal regista. Il proponimento della piece è quello di intavolare un dibattito sulla credibilità del mondo della politica, reo di non operare negli interessi della collettività bensì secondo logiche ed equilibri interni al sistema stesso. Tutto lo spettacolo è costruito sul filo del telefono, a cui è appesa la vita dei personaggi in gioco. Una telefonata infatti imprigiona il protagonista in una cabina telefonica, che si trasfigura in un moderno confessionale, in una partita psicologica che smaschera le ipocrisie di questa società e mette a nudo le bugie su cui si fonda il nostro quotidiano. Ma l’intera platea diviene scenario di imprevedibili accadimenti, coinvolgendo il pubblico a portandolo a chiedersi da quale parte stare. L’azione scenica viene per lo più attuata in platea, in mezzo al pubblico, con l’obiettivo di riuscire a far provare allo spettatore forti emozioni tangibili, che non si aspetterebbe di provare in teatro: lo spettatore si sentirà dentro il dramma, con la testa, col cuore e con tutto il corpo.
Lo spettacolo ha ottenuto ben quattro premi a Milano al Festival “Camminando attraverso la voce” come miglior spettacolo, miglior regia, miglior attore e gradimento di pubblico ed ora concorre come finalista al Premio Grappolo d’Oro (Barbarano Vicentino, Vicenza) sabato 20 marzo e al Premio Stalattite d’Oro (Castellana Grotte, Bari) sabato 27 marzo.
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