Lavori in UNICREDIT per preparare il Grande Deposito Attrezzi?
di adminDella sede storica della ex Cassa di Risparmio che resterà? A Verona, già da tempo, silenziosamente, sono scomparsi gli uomini della finanza che hanno fatto la nostra storia economica mentre restano i “caporali”, cioè coloro che ripetevano le posizioni decise altrove. Ma, se ci pensate, è giusto così. E’ normale, che un grande gruppo internazionale italo, arabo, germanico, senza soldi, mantenga una base così decentrata come Verona? No, troppo provinciale! E … se qualcuno qui a Verona si azzarda a dire che da qui sono arrivati i soldi per fare il grande gruppo arabo, germanico, ecc. ecc., ha qualche peso? I soldi vanno e vengono, si dirà , i nostri sono andati, e poi dopo aver pensionato alcune tra le figure più attente del credito veronese (le restanti a breve), e non aver pensato minimamente a ricostruire una classe di uomini di finanza locali, cosa ne faremo dei locali di Via Rosa e dove ci metteremo gli epitaffi alla Bartolomeo Malanotte del lontano 1872? Rimossa la lapide contro i voraci milanesi che da oltre un secolo rinverdiva la memoria, nelle stanze della ex Cariverona cosa ci metteremo? Rimarranno forse gli attrezzi, i vecchi computer, le scope e gli stracci per piangere? C’è ancora qualcuno che crede che quanto immaginato resti fantasia? Il progetto ormai non più segreto della finanza milanese per fare dell’ex capitale della finanza del nord-est , costruita nei secoli, uno svilito cimelio storico si sta lentamente compiendo. D’altronde, per far digerire la perdita di tanti miliardi e tanti posti di lavoro ai veronesi occorreva un po’ di tempo. Le responsabilità, sono di molti. Ora piangere non serve! E’ suonata l’adunata: “ Signori si rientra, tutti a Milano”. A Verona, come sulla banconota da un dollaro: “Annuit Coeptis”, La Provvidenza acconsentì! Staremo a vedere quel che succederà dopo l’intervento del Sindaco di Verona e del sottosegretario Brancher. Certo che anni di scrupolosa incuria politica sul tema (l’unica eccezione fu il presidente della Provincia, l’allora leghista prof. Borghesi), lasciano ben poche speranze sugli eventi ex Cariverona, sul tema della residua presenza di Unicredit in città, di cui l’occupazione nel credito è solo una minima parte delle ricadute! Occorre un forte ripensamento del ruolo della Fondazione, dei suoi pesi e dei suoi equilibri. Chi può, e tutti possono almeno un po’, sostenga se si ritrova su queste posizioni. Ricordo che in tempi di crisi è lecito fare tagli, ristrutturazioni e riorganizzazioni, come il caso Glaxo insegna, e scaricare le colpe sul destino.
La realtà più prossima e più probabile è che ci terremo qui, dopo il “Grande Museo” ( per metterci le cere?) di Castel San Pietro in collina, il “Grande Deposito Attrezzi” nel centro storico. Sfogliamo la margherita, e non per sapere se Profumo ama o non ama Verona ( l’ha sposata, spogliata dei suoi averi e, poi, ripudiata mille volte impunemente!), ma per capire se, i veronesi, vorranno intervenire! Se qualcuno ha voglia e non sa come fare, scriva all’indirizzo del giornale e troverà tante buone idee, gratis!
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