Coltivare la salute: prodotti buoni ottenuti lavorando in sicurezza

di admin
Inail, Spisal, Coldiretti Verona stilano le linee guida per ridurre gli infortuni sul lavoro in azienda agricola.

Presto un ambulatorio dedicato ai coltivatori diretti, categoria molto a rischio anche per le malattie professioali, ma poco avvezza ai controlli sanitari
Coldiretti Verona stila il decalogo della sicurezza in azienda. Cosa fare e cosa non fare quando si lavora nei campi per garantirsi una serena vecchiaia. Se ne è parlato oggi nel convegno di presentazione del progetto di Coldiretti Coltiva la salute: un progetto di formazione e sicurezza sul lavoro nei campi. “Nel progetto di una filiera agricola tutta italiana – ha spiega Romano Magrini, responsabile sicurezza di Coldiretti – un buon prodotto non può che essere frutto di un buon lavoro, realizzato in sicurezza sia per i diepdnenti che per i lavoratori autonomi”.
Nel 2008 a Verona sono stati denunciati 1540 infortuni, il 9,1% in meno rispetto al 2007, una percentuale doppia rispetto alla riduzione del 4% registata a livello e inferiore al 6% registrato a livelo nazionale. “Gli infortuni mortali sono stati due, come nel 2007, cui si aggiungono i decessi di altri quattro agricoltori non iscritti all’Inail – ha spiegato Franco Polosa, Direttore Inail Verona – purtroppo gli infortuni di un certa importanza non diminuiscono e riguardano i lavoratori autonomi di una certà età: oltre metà degli infortuni si verifica nella fascia d’età superiore ai 55 anni”.
Secondo i dati Inail, la percentuale di infortuni gravi in agricoltura, cioè dalla prognosi superiore ai 40 giorni, è del 19,2% quasi doppia rispetto alle altre attività economiche.
“La sicurezza non è un costo, ma un investimento – ha affermato Damiano Berzacola, Presidente di Coldiretti Verona – e il nostro centro di formazione ImpresaVerde sta lavorando a pieno ritmo per creare una cultura della sicurezza che spesso è contrastata dall’abitudinarietà. L’agricoltore ha una percezione del rischio minore poiché svolge mansioni rischiose, impiegando trattori e macchinari pericolosi quotidianamente”.
Coldiretti Verona, a questo proposito, ha instaurato un rapporto di stretta collaborazione con Inail e Spisal tanto che entro l’estate nascerà a Verona un ambulatorio di medicina del lavoro riservato ai coltivatori diretti.
“In questo ambulatorio che realizzeremo come Usll 20 e a Bussolengo – ha sottolineato Manuela Peruzzi, Direttore Spisal dell’Ulss 20 Verona – visiteremo gli agricoltori, costruendo così una casistica delle malattie della popolazione. Pare infatti che l’agricoltore non si ammali mai, per quanto le malattie professionali legate all’attività agricola siano numerose e anche gravi. Si pensi che in cinque anni, in tutto il Veneto si segnalano solo 30 casi di malattie professionali”.
L’agricoltore non si ammala mai, pare e se si ammala, va ugualmente nei campi. “Anche questo atteggiamento è espressione della passione dell’imprenditore agricolo per la propria attività, passione che fa sottostimare i rischi. Diamo quindi la massima collabozione – è intervenuto Pietro Piccioni, Direttore di Coldiretti Verona, moderatore del convegno – vogliamo fare un cammino di formazione lungo il percorso della sicurezza in aizenda, cercando di contenre le azioni repressive che non premia nessuno. A volte l’impresa si assume rischi eccessivi perchè costretta dalla situazione ecobomica non favorevole. Cambiare un trattore perchè non è più a norma signifigca effettuare un investimento che non è detto che sia ripagato, dato l’andamento di mercato e l’agricoltore ha da mantenere la famiglia”.
La valutazione del rischio in azienda agricole è una valutazione che va fatta, sia relativametne alle mansioni svolte, ma anche ai percorsi scelti per spostarsi nel fondo. I rischi sono elevati per le persone, ma anche per la conservazione delle attrezzature e degli edifici, come ha spiegato Mario Sarno, comandante dei Vigili del Fuoco di Verona, raccontando quanto siano frequenti i casi di autocombustione del fieno o le cadute da tetti e fienili.
Il rischio in agricoltura: cosa fare e cosa non fare.
Cosa fare
Sicurezza del posto di guida: cintura, rollbar
Manutenzione albero cardanico del trattore (costo ricambi, circa 50 euro)
Valutazione dei percorsi per spostarsi all’interno dei campi (pendenze, canali…)
Cosa non fare
 
Accatastare le balle di fieno senza calcolarne la stabilità
 
Lavorare in altezza in fienili senza parapetti
 
Portare bambini sulle macchine agricole nelle aree in cui si utilizzano macchinari.

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