Serata benefica per i bambini del brasile con una replica de “Il Ponte sugli oceani” del Teatro Impiria

di admin
Durante la tournee teatrale in Brasile organizzata in ottobre con la Regione Veneto, il Teatro Impiria ha avuto modo di conoscere nella città di Criciuma il “Bairro da Juventude”, una vera e propria città del fanciullo per l’accoglienza di alcune famiglie e bimbi poveri ed orfani, fondata nel 1949 dai Padri Rogazionisti.

Attualmente il “Biarro da Juventude” accoglie in regime di semi-internato più di 1.200 bambini ”meninos e meninas de rua”. Questi bimbi provengono delle “favelas” di Criciúma. Sono bimbi e ragazzi di una fascia storia che va dai 3 mesi ai 18 anni. Nella missione sono attive l’asilo nido e scuola materna, la scuola elementare, la scuola media, la scuola professionale con qualificazione in: meccanica, panetteria, informática, pasticceria. I bimbi e adolescenti vivono tutta la giornata nella missione.  Arrivano con i mezzi di trasporto offerto dalla istituzione. Ricevano 5 pasti al giorno (molti bimbi che vengono accolti sono denutriti). La finalità del Bairro da Juventude non è soltanto togliere i bambini della strada ed offrirgli un piatto caldo, ma principalmente dargli una sana educazione, formazione, apprendere una professione per essere pronti ed inserirsi nel mondo del lavoro per essere poi protagonista della propria storia e crescita del proprio paese
 
Per aiutare questa importante realtà, il Teatro Impiria organizza una replica dello spettacolo portato in Brasile, "Il ponte sugli oceani. Amori", al Teatro Trinità di Verona (Via Ss.Trinità, zona tribunale) sabato 6, con inizio ore 21. L’intero incasso della serata verrà consegnato a Padre Vincenzo Lumetta, direttore del Bairro. Prima dello spettacolo verranno proiettate delle foto del “Bairro da Juventude” e presentata la realtà
 
Lo spettacolo è una produzione che vede uniti il Teatro Impiria e l’Acoustic Duo ed è tratto dal fortunato libro di Raffaello Canteri per la regia di Andrea Castelletti. In scena l’attore Guido Ruzzenenti, accompagnato da musiche e rumori eseguiti dal vivo, narra l’epopea di una famiglia di emigranti veneti attraverso le vicissitudini di quattro generazioni. Un viaggio avventuroso e poetico, comico e commovente, da una parte all’altra del mondo, dalla fine dell’800 ai nostri giorni: Brasile, Argentina, Stati Uniti, Australia, Lorena, sino all’attuale comunità del web. Un viaggio nei sentimenti e dentro il senso e la geografia della nostra esistenza e delle nostre radici.
Un testo storico articolato come un romanzo, che porta alla luce le storie delle famiglie emigranti verso i nuovi mondi. Con il rigore dello storico e la leggerezza dell’affabulatore, Canteri getta  uno sguardo al passato e trasforma i ricordi delle genti che ha incontrato di persona o via internet – in una sorta di filò contemporaneo come lui ama definirlo – in un corpo unico di storie.
Questo spettacolo è un omaggio ai nostri padri e un inno alla speranza e al sogno, alla sofferenza e alla gioia. Un ponte tra il passato e il presente. Che racconta da dove veniamo e cerca di prefigurare dove andiamo, “spezzando le parole come si spezza il pane. E cioè per amore”.

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