Crisi, banche, artigianato: fotografia di un’economia che reagisce
di adminLe piccole imprese italiane non si sono fermate davanti alla crisi, ma hanno saputo affrontarla puntando su qualità, innovazione e internazionalizzazione. In uno scenario economico complesso hanno proseguito nel loro cammino di crescita, rafforzate dal sostegno delle Associazioni di Categoria, dei Confidi e delle banche.
L’istantanea prende corpo dall’indagine “Il rapporto banche – imprese”, condotta in sinergia dall’Ufficio Studi della Divisione Retail del Gruppo UniCredit e dall’Ufficio Studi di Confartigianato.
L’impatto della crisi per le imprese artigiane
Il 2009 è stato un anno complesso per le imprese artigiane in Italia. Lo dicono i numeri relativi a produzione (-19,4% secondo semestre 2009 rispetto a secondo semestre 2008), ordinativi (-18,3%), export (-12,7%) e fatturato (-18,4%).
Tutto ciò sullo sfondo di una crisi economica che fa mancare all’appello quasi 110 miliardi di euro di Pil rispetto alle previsioni per il 2009. Una cifra equivalente all’incirca al Pil dell’intera Emilia Romagna (114.355 milioni nel 2008), ovvero a quello di Sicilia e Liguria messe insieme (106.008 milioni nel 2008).
Risulta in calo l’occupazione, sia quella indipendente che quella dipendente. Confrontando il terzo trimestre 2009 con lo stesso periodo del 2008 si registra un calo del 3% (178mila unità in meno) per quella indipendente e dell’1,9% (330mila unità in meno) per quella dipendente.
Il settore manifatturiero, nei primi nove mesi del 2009, ha perso 108.800 posti di lavoro: una diminuzione del 2,7% rispetto allo stock registrato al 31 dicembre 2008. In particolare, l’artigianato subisce una diminuzione doppia e segna -5,3% (38.500 posti di lavoro in meno).
“La crisi – ha detto Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato – ha colpito duramente il nostro settore ma ha dimostrato anche la capacità di reazione delle piccole imprese e il loro contributo determinante all’economia del nostro Paese. I piccoli imprenditori non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari. Soprattutto in questa delicata fase in cui occorre sostenere la ripresa, chi chiede finanziamenti per investire, produrre e dare lavoro deve incontrare allo sportello bancario la necessaria fiducia. L’iniziativa odierna con Unicredit Group è un importante esempio dello sforzo per costruire relazioni virtuose tra il sistema bancario e il sistema delle piccole imprese, con l’obiettivo di contribuire ad una corretta valutazione del merito di credito fondata su elementi conoscitivi dell’impresa. Tutto ciò valorizzando il ruolo di Organizzazioni come Confartigianato e dei Confidi che, grazie all’approfondita conoscenza della realtà produttiva, sanno valutare la reale affidabilità degli imprenditori e ottengono buoni risultati sul piano della solvibilità delle imprese”.
Banche e Imprese: una strategia per il rilancio
Per far fronte e reagire alla crisi molto si è contato sul sostegno degli istituti bancari. Mai come in questo periodo è stato ritenuto cruciale il supporto del sistema finanziario per sostenere le imprese che attraversavano situazioni di illiquidità.
Dallo Studio “Il rapporto banche – imprese” emerge che, tra il settembre 2008 e il settembre 2009, i finanziamenti alle piccole imprese artigiane (quelle con meno di 20 addetti) sono diminuiti del 3,4% ma nel complesso, durante il periodo più critico, la quota di prestiti alle piccole imprese è rimasta pressoché invariata.
Se nel corso del 2008 e del 2009 si è verificato un rallentamento dei finanziamenti bancari al settore produttivo, i dati più recenti indicano il recupero del credito alle Famiglie Produttrici (Società Semplici, Società di fatto e imprese individuali fino a 5 addetti). Per queste ultime, lo scorso dicembre, i finanziamenti sono cresciuti dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2008.
Nel futuro più prossimo il compito di UniCredit è quello di individuare i settori e le filiere da cui far partire la ripresa. Anche se occorre, parallelamente, continuare a sostenere le imprese che sono in temporanea difficoltà finanziaria a causa della crisi.
“La strada per la ripresa – ha detto Roberto Nicastro, Deputy CEO UniCredit Group – passa da un rilancio dell’export, delle costruzioni e del turismo, tutti settori rispetto ai quali l’artigianato è chiave. Un artigianato che ha attraversato questa crisi senza precedenti rimboccandosi le maniche con coraggio, tenacia ed anche imparando molto. Allo stesso modo, di fronte a una crisi che ha colpito duramente anche le banche, anche UniCredit si è rimboccata le maniche con iniziative come Impresa Italia, nata per dare una risposta concreta alla crisi di liquidità delle imprese, e SOS Impresa Italia, dedicata alle imprese con chiaro potenziale di sopravvivenza ma a forte rischio di chiusura a causa delle temporanee difficoltà causate dall’attuale congiuntura economica. Complessivamente le banche retail di UniCredit nel 2009 hanno erogato alle piccole imprese 10 miliardi e 600 milioni di finanziamenti a breve e a medio-lungo termine, per un totale di oltre 166 mila pratiche, con un tasso di accettazione delle richieste di credito pari all’80%, in crescita rispetto al 76% del dicembre 2008”.
Indice di fiducia
Pur in uno scenario complesso, la fiducia non è crollata e gli imprenditori hanno continuato a pensare con ottimismo al rilancio della propria attività. Secondo un’indagine di UniCredit, condotta su un campione di circa 6.000 imprenditori, quanto accaduto ha fortemente colpito il sistema produttivo, ma il peggio sembra ormai alle spalle. Così, gli imprenditori dimostrano di guardare al futuro con un atteggiamento decisamente più positivo. Infatti, se l’indice UniCredit associato all’ottimismo degli imprenditori nei confronti dei prossimi 12 mesi raggiunge quota 110, quello riferito ai 12 mesi passati si attesta a 77, evidenziando un delta di ben 33 punti.
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