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TOSI contro Unicredit?!? Non basta, fermiamo l’aumento di capitale.

di admin
Il Profumo pensiero colpisce Verona.

Dopo  una marea di errori l’A.D. di Unicredit Profumo fa pagare le incertezze politiche e dopo  tante voci qualcuno si accorge che è a rischio il sistema portante della città. Sindacati e Tosi reagiscono. Unicredit, divisione corporate,  sta smantellando tutto e si appresta a chiudere la vecchia sede,  che  se ricomprata dalla Fondazione, potrebbe essere utile  per diventare un museo  delle cere e delle api. Un museo per ricordare le  facce di cera di chi niente ha visto e fatto fin’ora, e le api, che ricordano agli uomini  che con decenni di operosità e di  migliaia  di alacri soggetti, riescono a fare grandi le comunità. Invece  i verbi  sono:  ristrutturare riorganizzare ricapitalizzare. Che tradotti, in un certo significato possono essere intesi come : “Ho sbagliato a fare la struttura, ho sbagliato l’organizzazione ed ho sbagliato  a gestire il capitale. Errore su errore su errore.  Ma nessuno alza la voce. E poi, quando si tratta di dare soldi la città di Verona deve fare la sua parte e  quando si tratta di  tagliare posti  a Verona va eliminato  il centro di calcolo,  ceduta la sede storica, e tutti gli annessi e connessi. Cominciamo  invece a tagliare l’aumento di capitale, ci sono  altre aziende  a Verona che sono redditizi su cui investire, non grandi ma redditizie e ben governate. E poi la Fondazione Cariverona è già il primo azionista, anche oltre il dovuto. Allora ha fatto bene il sindaco Tosi a  riprendere il comunicato delle rappresentanze sindacali  e dire  ai nostri rappresentanti ( Castelletti in qualità di vicepresidente vicario di Unicredit  e Biasi per  la Fondazione Cariverona)  parliamone, ma è un parliamone che suona meglio se tradotto: “ Ma che fate? Sarete mica matti? Venite qui che ne parliamo!”  Ed allora  è bene che la Fondazione si svegli e oltre ai giochi di monopoli o risiko, pensi che per incassare  gli utili, che poi con tanta ricchezza elargisce, c’è bisogno di uomini che lavorano e il territorio veronese non  può essere lasciato solo in balia della beneficenza. Per questo si fermi il prospettato aumento di capitale  e si ridiscuta il ruolo della sua Fondazione Cariverona in Unicredito.

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