Calicanto – Trio Adriatica in “Speranze perdute”
di adminUn “concerto teatralmente a ballo” fa rivivere l’atmosfera di una balera veneta anni ’30, coinvolgendo il pubblico.
Dopo la felice accoglienza di pubblico del debutto in Francia, a inizio febbraio, e il successo della data veronese degli scorsi giorni, il Trio Adriatica, versione ridotta di Calicanto, approda con “Speranze perdute” venerdì 12 febbraio a Padova, al Piccolo Teatro “Don Bosco” (zona Paltana, via Asolo 2) .
È un vero e proprio spettacolo a tutto tondo, un “concerto teatralmente a ballo”, che unisce musica, danza e teatro, e vede la collaborazione scenica del regista Titino Carrara e dell’attore e drammaturgo Carlo Presotto (entrambi de “La Piccionaia”). Le musiche sono brani tradizionali riarrangiati dal “Trio Adriatica”, composto, appunto, dai tre Calicanto Roberto Tombesi, all’organetto, Francesco Ganassin, al clarinetto, e Giancarlo Tombesi, al contrabbasso, accompagnati dalle performance di danza dei dodici ballerini di “Festa continua”, un gruppo di danza e musica popolari attivo dal 2002.
L’ambientazione di “Speranze perdute”, che prende il nome da un celebre valzer degli anni Trenta, è in una balera (“Trappola del Diavolo”) di un paese imprecisato della pianura veneta, contro cui il parroco don Gino si scaglia nelle proprie omelie accusando polche, mazurche e danze in generale, di condurre i frequentatori verso la strada della perdizione. Ma i tre musicanti del locale non se ne preoccupano: anzi, dedicano addirittura un ballo a don Gino e ai suoi fedeli. Durante l’esibizione i suonatori raccontano dei loro strumenti (tra cui l’onomatopeico “cis-ban”, una batteria rudimentale trasportabile anche in bicicletta) e dei balli, facendosi aiutare anche dagli spettatori, e giocano a rubarsi l’un l’altro il pubblico e la scena. I ballerini li assecondano, con passi e figure, salti e piroette; la loro è una presenza importante, fatta di sguardi, contatti e abbracci, che dialoga con i musicisti e li moltiplica in un labirinto di specchi. Lo spettacolo si conclude con una collettiva ed esilarante quadriglia, che vede invitato a danzare anche il pubblico. Dietro al gioco e allo scherno gioioso, ci sono 25 anni di certosino lavoro, da parte del Trio Adriatica, di documentazione sulle danze dell’area veneta e di ricostruzione dell’atmosfera di una balera negli anni tra le guerre.
Da quasi trent’anni i musicisti padovani di Calicanto conducono un qualificato lavoro di ricerca e produzione riguardo la musica popolare veneta, esplorando vari territori anche oltre confine, e ora sono chiamati nuovamente a esibirsi sui palchi di altri Paesi. Da anni, infatti, il gruppo è ospite in festival e rassegne di tutta Europa e non solo (Inghilterra, Spagna, Germania, Portogallo ma anche Stati Uniti, Canada e Turchia), invitato a rappresentare la musica popolare italiana.
E il Trio nasce nella lontana estate del 1999, proprio in seguito alla partecipazione al Festival Itinerari Folk di Trento; grazie al consenso ottenuto decidono di sviluppare all’interno di Calicanto un itinerario trasversale nella musica strumentale delle regioni adriatiche attraverso una sintesi personale di sacro e profano, classico e popolare, composizioni originali e danze tradizionali. Lo strumentario, volutamente essenziale e acustico, spinge i musicisti a sperimentare e indagare le possibilità espressive e di dialogo dei tre strumenti in gioco, muovendo dalla musica tradizionale e prendendo spunto da sonorità contemporanee.
I Calicanto “al completo” saranno poi domenica 14 febbraio alle 17.00 nel centro storico di Chioggia (presso l’auditorium S.Nicolò) con il concerto “LABIRINTOMARE” – itinerario d’acqua tra laguna, Istria e Dalmazia -, con la partecipazione straordinaria del grande arpista Andrea Piazza.
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