I buchi (finanziari) degli altri.
di adminla multinazionale americana Alcoa e la multinazionale italiana Fiat provano a fare la voce grossa, ma, per ora le reazioni del governo sembrano adeguate, c’è da sperare che qualcuno pensi ai posti di lavoro veri e non a quelli sostenuti dal governo che altrimenti tra un po’ nessun governo potrà sostenere alcunchè. Questo è il nuovo in Italia, ma se e guardiamo oltre i nostri confini nazionali, ove pochi si azzardano, scopriremo che gli altri stati dell’Europa se la passano peggio. Potremo non curarci di questo se ciò non comportasse ulteriori difficoltà per noi. Potremo pensare a tutte quelle persone che crescono con fatica figli e ragazzi e costruiscono silenziosamente il futuro dell’Italia cercando di scansare gli urli e le intemperie propinati dai giornali per offrire una speranza di vita. Ogni tanto, qualcuno, tra la gente comune,scoppia con stupore dei vicini e del mondo normale. C’è stanchezza dello stupore un po’ di sana routine sarebbe quantomeno rassicurante. Eppure ci risiamo, ci caschiamo, di nuovo cerchiamo quello che è esotico che stimola e ci fa pensare. Ed allora ecco: è di questi giorni la notizia che le aste dei titoli portoghesi non sono andate a buon fine e che la Grecia, dopo aver elargito stipendi ricchi a tutti i greci, si trova in cattive acque con un debito pubblico che in percentuale sul PIL ha abbondantemente superato quello italiano. Altri Stati blasonati se la passano maluccio (mal comune mezzo gaudio). Non possiamo dire chi se ne frega perché, di pari passo con queste disgrazie dei nostri condomini dell’euro, a noi italici spettano insospettate ricadute. La ricaduta più immediata è relativa al cambio euro/dollaro che da un valore intorno a 1,50 è subito schizzato a valori inferiori a 1,4. Ciò produce, per effetto di automatismi, un’immediata ricaduta sul prezzo del petrolio. In sintesi se gli altri fanno i buchi e non li tappano, noi (ma anche i franchi ed i germanici, ecc ) li paghiamo! Che bello! C’è da meditare, o no, gente!
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