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Stipendi pubblici: il parere dei lettori

di admin
E' di questi giorni la polemica sul tetto degli stipendi ai manager pubblici.

La stampa riferisce di manager (ma non solo) preoccupati di perdere ricchi stipendi, privilegi ed altri benefit. Ma se è vero che circa mezzo miliardo di lire , oggi 250,000 euro sono troppo pochi per vivere che dire degli stipendi degli altri dipendenti pubblici che non sono così benemeriti  e non accedono ai ruoli alti perchè si limitano a fare i concorsi, mentre per gli incarichi di alto livello si è chiamati dall’autorià (?) politica o per automatismo di carriera. E che dire poi dei compensi dei manager delle società  quotate (pubbliche in specie, Eni, Enel e banche varie) che gestendo denari pubblici se ne fanno assegnare una bella fetta per loro. Non sarebbe il caso di fare una bella legge per tutti costoro che dica: fatto il totale della somma dei compensi (spese escluse) erogati sotto qualunque titolo e forma dallo stato ai dipendenti pubblici di qualunque arma, giudizio e specie, dividiamo detto totale  per il  numero dei dipendenti stessi. Allora il lavoro avrebbe la stessa dignità, altrimenti sono solo parole. Poi, se non si vuole cadere nell’egualitarismo di sinistra memoria, tra il commesso ed il dirigente (ammessa che questa sia la scala da prendere in considerazione), si fissa per legge che il divario non possa superare mai il 10%. Ed ancora, se si  vuole , se ci sono dei  bravi  impiegati, o autisti, o  militi, o magistrati o dirigenti che si impegnano particolarmente  nel fare il loro dovere possiamo dargli una medaglia  quando vanno in pensione e la pubblica riconoscenza. Se invece non fanno il loro dovere, come spesso accade trincerandosi dietro astruse  forme burocratiche, li si sposta ad altro lavoro a giudizio insindacabile dei cittadini che  usano quei servizi (ora con internet si può agevolmente fare una hit parade).  Qualcuno dice che i dipendenti pubblici sono i nostri servi che sono li per  servirci, ma se questa posizione è troppo forte anche i privilegi che ogni casta si è ritagliata alla faccia del corpus sociale dei cittadini sono iniqui ed ingiusti. Allora, solo allora l’equità sociale  rende uguale il cittadino di fronte alla legge ed al fisco. Che ne dite, se ne può parlare?

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