“Troppi mercatini a km zero a Verona”

di admin
Domani Arena incontra Coldiretti e Veronanatura.

“I mercatini a chilometro zero, nel Comune di Verona, cominciano a diventare troppi. Di questo passo, si mette a rischio la sopravvivenza dei negozi tradizionali e degli operatori su aree pubbliche. L’amministrazione di Palazzo Barbieri prima di dare ulteriori concessioni dovrebbe fare una verifica coinvolgendo le organizzazioni di categoria. La nostra associazione si è resa disponibile da tempo a elaborare un progetto per accorciare la filiera tradizionale attraverso accordi diretti con la produzione e domani mattina ne parlerò in un incontro con il presidente di Coldiretti Damiano Berzacola e il presidente del Consorzio Veronanatura Franca Castellani: collaborazioni sì, fughe in avanti no”.
Lo sottolinea il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena alla luce delle aperture di “mercatini” già avvenute in Borgo Venezia, Borgo Roma e a quelle imminenti di Borgo Trento, San Michele e Golosine, cui dovrebbero seguire anche quelle di Cittadella, Montorio e Borgo Milano.
“Una proliferazione pesante – sottolinea Arena –  che oltre a richiedere un notevole controllo da parte delle autorità preposte e a rappresentare un potenziale ulteriore elemento attrattore di traffico, mette seriamente a rischio, in questa fase di persistente crisi economica, la sopravvivenza delle attività commerciali tradizionali su area fissa nonché la rete dell’ambulantato, presente in modo capillare e vivace sul territorio; aziende, queste, che  ovviamente debbono rispettare tutta una serie di normative igienico-sanitarie e obblighi fiscali, compresi gli Studi di Settore, cui il “chilometro zero” non è sottoposto. In passato, tra l’altro, i mercatini si svolgevano una volta al mese: adesso sono diventati appuntamenti settimanali…”.
“I commercianti pur essendo spesso messi sul banco degli imputati come componente della “catena” che ricarica i prezzi in modo eccessivo – prosegue Arena – sono a loro volta “vittime” di un sistema che registra un  incremento dei prezzi stessi a causa di svariati fattori tra cui la logistica, la conservazione, e i vari processi che richiede la distribuzione di determinati prodotti, soprattutto quelli deperibili; è bene però ricordare che per ogni euro speso per consumi, soltanto 9 centesimi vanno alla distribuzione, ed è questo l’utile al netto degli oneri sostenuti per l’elettricità, combustibili, trasporto, imposte indirette e le tante altre voci di costo vivo che interessano il settore commerciale”.
“Domani con Coldiretti e Veronatura – dice ancora il presidente di Confcommercio Verona – cercheremo di concretizzare quanto prima l’intesa per una filiera  corta, in ottemperanza anche alle recenti disposizioni regionali per sostenere il consumo di prodotti locali,  che veda protagonisti i negozi tradizionali e la ristorazione, particolarmente interessata a proporre prodotti tipici; la politica del “mercatino a chilometro zero” rischia tuttavia di nuocere al sistema e di causare la chiusura dei piccoli negozi lasciando campo libero alla grande distribuzione, che può fare il bello e il cattivo tempo con i produttori avendo un potere contrattuale notevole. Una grande distribuzione che oltretutto sovente non ricorre al prodotto locale ma si rifornisce all’estero. C’è anche un altro discorso da tenere in considerazione: una volta chiuso un negozio, si perdono la professionalità  e il servizio che il sistema distributivo attuale è in grado di esprimere a tutto vantaggio del consumatore. Non solo: oggi il dettaglio è investito di una funzione sociale nel contesto di una popolazione la cui età media va progressivamente innalzandosi, tanto che si sta riproponendo la spesa a domicilio. Se le saracinesche si abbasseranno, i veronesi per fare la spesa dovranno aspettare il giorno di svolgimento del mercato settimanale a chilometro zero?”.

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