Prezzo del latte alla stalla: trattativa raggiunta

di admin
Coldiretti Verona: risultato ancora sotto le aspettative, ma a giugno si riparte da un livello più accettabile.

Spiragli positivi per il prezzo del latte. E’ stata raggiunta l’intesa con gli industriali del settore lattiero caseario   (Assolatte) sul prezzo minimo del latte alla stalla riconosciuto agli allevatori in Lombardia a 0,33156 euro al litro fino al 30 giugno 2010.   Prezzo che rappresenta il riferimento per tutto il resto d’Italia, Verona inclusa.
"Questo è un buon risultato, – afferma il Direttore di Coldiretti Verona, Pietro Piccioni – anche se siamo ancora sotto le aspettative. Nel primo semestre, si concentra il picco produttivo, quindi la filiera industriale tende a contenere la remunerazione. L’aver fissato il prezzo sino al 30 giugno garantisce stabilità e soprattutto la possibilità di riprendere la trattativa in condizioni più favorevoli da parte degli allevatori".
Allevatori che, a Verona, con le loro 46mila vacche da latte producono il 25% circa della produzione veneta: 2,8 milioni di quintali di latte munto l’anno sugli 11 milioni e mezzo di quintali del Veneto. La Regione si colloca al terzo posto tra le aree produttrici italiane, dopo Lombardia ed Emilia Romagna e pesa per il 10,7% della produzione del Bel Paese. L’Italia, a sua volta, rappresenta il 9% della produzione europea, dopo Germania Francia e Regno Unito.
Il prezzo fissato a 33,156 centesimi + Iva per il periodo gennaio-giugno 2010 rappresenta un ulteriore recupero di valore rispetto ai valori medi della scorsa estate (intorno ai 28 centesimi) ed all’intesa siglata a Brescia il 5 ottobre che aveva raggiunto i 31 centesimi. L’intesa garantisce quindi per i prossimi sei mesi un piccolo passo in avanti per gli allevatori rispetto alle condizioni precedenti, anche se permangono le difficoltà del settore per un prezzo alla stalla che è tornato sui livelli del febbraio 2007.
Il prossimo obiettivo è ora quello di estendere a tutti i prodotti lattiero-caseari l’indicazione di provenienza in etichetta per impedire di spacciare come italiano latte e derivati ottenuti con materia prima importata dall’estero.
Nell’accordo siglato si è condivisa la necessità di valorizzare la produzione lattiero-casearia nazionale e di aprire un tavolo di confronto permanente per puntare a risolvere i problemi strutturali della filiera. E’ da augurarsi che a queste parole seguano azioni concrete e che gli industriali trasformatori possano abbandonare gli atteggiamenti speculativi di questi ultimi anni contribuendo in maniera sostanziale alla valorizzazione e salvaguardia del vero Made in Italy.
I produttori, intanto, incassano il no del Commissario Europeo Fischer Boel alla richiesta italiana dello scorso ottobre di sospensione della rata di pagamento delle multe per lo sforamento delle quote latte, scaduta al 31 dicembre. Più volte Coldiretti ha denunciato le gravi difficoltà del settore lattiero caseario, principalmente dovuto ad un prezzo del latte alla stalla che non copre neppure i reali costi di produzione.
Considerato il particolare momento economico ed il fatto che le aziende lavorano sotto costo, una risposta positiva da Bruxelles avrebbe ridato maggior fiato alle imprese.

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