Manutenzione straordinaria e piantumazione di Viale Regaste San Zeno
di adminL’importo complessivo dei lavori si aggira intorno ai 69mila euro.
Il vecchio filare di alberi era composto da 38 esemplari di robinie, (Robinia pseudoacacia “Bessoniana”) non coetanee e 5 tigli. Le più vecchie, oggetto dell’intervento, si sono stimate attorno ai 70-80 anni di età, mentre le piante più giovani attorno ai 30 anni. I tigli (Tilia ssp.) giovani hanno circa 20-25 anni di età.
Il piano di campagna originale, riferito all’epoca del primo impianto, (circa 70-80 anni fa) è stato successivamente modificato, con la realizzazione del parterre e conseguente apporto di terreno per almeno 20 cm. Questa operazione risulta sempre molto dannosa per le piante, in quanto la zona del colletto è un delicatissimo punto di transizione tra apparato radicale e fusto. Questo apporto diminuisce drasticamente la presenza di acqua e di ossigeno a livello radicale. Questo grossolano errore di lavorazione, provoca nel tempo uno stato di stress nelle piante, esponendole a successivi attacchi di funghi responsabili di gravi marciumi radicali quali quelli del caso in esame.
Tutte le robinie, anche quelle più giovani, hanno subito pesanti riduzioni di chioma (capitozzature), con effetti devastanti sulle branche e sul fusto.
A riguardo, è ormai sufficientemente acquisito, che piante sottoposte a simili trattamenti, non riescono a compartimentare le ferite e a causa di questo si possono scatenare pericolose quanto subdole patologie fungine. A tale proposto si è rilevata la presenza di numerosi corpi fruttiferi soprattutto al colletto, ma anche in quota.
Ad inizio lavori dopo alcuni anni dalla perizia che già allora prevedeva l’abbattimento immediato di 11 esemplari e di 9 negli anni successivi, su 38 piante di robinia ben 24 erano a rischio di schianto/scosciamento di fusto-branche e per questo è stato eseguito l’abbattimento.
Le stesse sommate alle fallanze già presenti per schianti e precedenti abbattimenti sono state sostituite da 33 esemplari di Tilia greenspire aventi una circonferenza di 20/25 cm.
Delle restanti piante, 8 hanno una serie di difetti e problemi destinati a peggiorare inevitabilmente nei prossimi anni, mentre solo 6, le più giovani, si presentano in condizioni da non destare immediate preoccupazioni nel breve periodo.
Alla luce di questi dati, fermo restando che la tutela dell’incolumità pubblica in un luogo ad altissima fruibilità come quello in esame e quindi sottoposto a livello di rischio massimo, rimane l’obbiettivo da perseguire, si ritiene di ipotizzare pertanto nei prossimi anni un’eliminazione graduale dei restanti 14 esemplari rimasti prendendo in considerazione di volta in volta le criticità maggiori, ricostituendo un filare coetaneo monospecifico.
Questo, in considerazione del sesto di impianto adottato, della specie scelta e delle condizioni ottimali create ai nuovi impianti, permetterà di trovarsi nelle condizioni di avere un filare monospecifico e coetaneo che dovrebbe garantire un risultato ideale per almeno 30-40 anni, senza particolari problematiche legate alla manutenzione.
“Negli anni, a seguito di molteplici lavori nelle aiuole che accolgono le piante e in seguito a pesanti e frequenti interventi di potatura, le piante, anche per l’ineluttabile incedere del tempo, sono state interessate a fenomeni sempre più massicci di diffusione di funghi e di carie che ne hanno accelerato fortemente la senescenza ed il decadimento – dichiara il Presidente di Amia, Paolo Paternoster – per cui, dopo molteplici perizie si è constatata la necessità, a salvaguardia della pubblica incolumità, di intervenire sostituendo le piante che non presentavano sufficienti requisiti di sicurezza e di provvedere a controllo periodico e potatura dei rimanenti esemplari che presentavano rischio minore”.
L’intervento complessivamente ha visto il susseguirsi di 12 fasi di lavorazioni:
abbattimento di 24 esemplari di Robinia pseudoacacia, individuati in seguito a valutazione strumentale e visiva;
potatura dei rimanenti 14 esemplari di Robinia pseudoacacia “Bessoniana”;
fresatura delle ceppaie esistenti e di quelle derivanti dagli abbattimenti;
fornitura e messa a dimora di 33 Tilia greenspire circonferenza 20/25, con tutori tipo Tutor;
scarifica del terreno delle aiuole per una profondità di 20 cm, circa 100 mc;
installazione nuovo contatore acqua;
realizzazione impianto di irrigazione ala gocciolante 4 settori e predisposizione per installazione fontanella;
apporto di nuovo terreno vegetale in tutte le aiuole senza sassi per un totale di 100 mc con mezzo meccanico ed a mano;
fornitura e messa a dimora su tutta la superficie delle aiuole di 1200 Rose spp;
realizzazione di pacciamatura su tutta la superficie delle aiuole con Gerval;
manutenzione della sedute esistenti, con lavaggio, piallatura e riverniciatura delle parti in legno e metallo;
posizionamento di nuovi 10 cestoni portarifiuti modello “ERCOLE”.
L’esecuzione dell’intervento, in osservazione al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, è stato autorizzato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per la Provincia di Verona con provvedimento n. 2523 del 20 novembre 2009.
In Evidenza
Vinitaly 2026: tutti i protagonisti che saranno premiati

Turismo, il veronese Mazzi Ministro: il territorio fa squadra e guarda alle opportunità per Verona

Pasqua 2026 più cara per i veronesi: viaggi e bollette spingono i costi

Olio, l’oro verde che l’Italia non ha ancora imparato a raccontare

FS, 28 milioni di viaggiatori per Pasqua e ponti primaverili: potenziata l’offerta ferroviaria

Ikea Italia rinnova il contratto integrativo: più salario, welfare e tutele per 7.600 dipendenti

Bvr Banca Veneto Centrale celebra 130 anni: un anno di iniziative tra territorio e innovazione

Ferrovie dello Stato: l’utile torna positivo a 30 milioni, ricavi a 17,3 miliardi e 18 di investimenti

Alperia: EBITDA a 446 milioni, utile netto oltre 207 milioni e investimenti per 222 milioni


