Studi di settore, Confcommercio Verona: la Cassazione conferma che non sono prova di evasione
di adminPertanto, “i maggiori ricavi devono prendere origine da un procedimento basato sul contraddittorio (obbligatorio) tra l’Agenzia delle entrate ed il Contribuente”.
Non solo: l’esito del contraddittorio, sottolinea Confcommercio Verona in una nota, deve trovar parte nella motivazione dell’atto di accertamento. Si conferma quindi ancora una volta che gli studi di settore – come peraltro ribadito dalla stessa Agenzia delle entrate – non sono prova di evasione, per cui l’eventuale scostamento tra ricavi dichiarati ed il risultato del programma di elaborazione degli studi (Gerico), non deve creare una “sudditanza psicologica”, ma va valutato, di volta in volta, ed eventualmente supportato dall’asseverazione e dal visto di conformità rilasciato dai Centri di assistenza fiscale per le imprese, quali, per esempio, Unionservices, società del sistema Confcommercio.
In Evidenza
Vinitaly 2026: tutti i protagonisti che saranno premiati

Turismo, il veronese Mazzi Ministro: il territorio fa squadra e guarda alle opportunità per Verona

Pasqua 2026 più cara per i veronesi: viaggi e bollette spingono i costi

Olio, l’oro verde che l’Italia non ha ancora imparato a raccontare

FS, 28 milioni di viaggiatori per Pasqua e ponti primaverili: potenziata l’offerta ferroviaria

Ikea Italia rinnova il contratto integrativo: più salario, welfare e tutele per 7.600 dipendenti

Bvr Banca Veneto Centrale celebra 130 anni: un anno di iniziative tra territorio e innovazione

Ferrovie dello Stato: l’utile torna positivo a 30 milioni, ricavi a 17,3 miliardi e 18 di investimenti

Alperia: EBITDA a 446 milioni, utile netto oltre 207 milioni e investimenti per 222 milioni


