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Marani: “quale futuro per l’edilizia”

di admin
Intervista al Presidente di Ance Verona, Andrea Marani.

I Costruttori in assemblea oggi, nella sede di Ance Verona si interrogano sul futuro del settore. “Il quadro congiunturale che stiamo attraversando è preoccupante e le notizie di ripresa non sono molto incoraggianti” afferma il presidente di Ance Verona, Andrea Marani.
Lunghi tempi di pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche, stasi del settore sia nel pubblico che nel privato, difficoltà di accesso al credito sono i nodi da sciogliere in questo momento di oggettiva crisi.
I dati forniti dalla Cassa Edile di Verona confermano il trend negativo che a partire dal 2007 ha toccato il Settore edile con un calo percentuale da gennaio 2007 ad agosto 2009 del – 8,99% di imprese e del – 11,28% di addetti, dato peraltro migliore in rapporto alla media nazionale.
Per quanto riguarda l’erogazione dei mutui, nei primi 6 mesi del 2009 si è registrata una contrazione dei finanziamenti sia alle imprese (- 17,7%) che alle famiglie (-17,3%).
Ad aggravare la situazione delle imprese contribuiscono poi le crescenti difficoltà di accesso al credito che, secondo stime Ance, hanno riguardato il 45% delle imprese associate. Inoltre, il 33% del campione di imprese analizzato sempre dall’Ance ha dichiarato di aver subito un cambiamento unilaterale delle condizioni di finanziamento in essere da parte delle banche.
“Non possiamo restare a guardare ed attendere gli eventi – commenta Marani – senza sviluppo delle infrastrutture un Paese non può avanzare! Le infrastrutture per la Città, vogliono dire sviluppo. I costi debbono essere supportati o meglio, garantiti, dai committenti e suddivisi fra tutti o pagati con i ricavi di gestione nel tempo. L’Expo deve essere un’opportunità reale da non perdere, non solo per la Lombardia ma anche per noi Veronesi e per il Veneto, come pure la candidatura di Venezia per le future Olimpiadi 2020”.
Le 2700 imprese di costruzioni veronesi confidano ancora una volta nel Piano Casa, ma come dice Marani “partirà a rilento, anche se partirà.
Intervista al Presidente di Ance Verona, Andrea Marani
Come va il settore delle costruzioni?
Come tutti sappiamo il settore è in crisi, ma per motivi esogeni, non per sua inadeguatezza, e sono orgoglioso di poterlo rappresentare anche i un momento così difficile. I miei associati si stanno dimostrando pronti e capaci di reagire anche nei momenti difficili.
Siamo a fine anno, che augurio si sente di rivolgere al mondo politico?
Di continuare sulla strada intrapresa, cioè quella della presa di coscienza della grave situazione che stiamo attraversando. Per la prima volta forse si è capito che il settore edile è un settore che fa da chiave di volta nell’economia di un paese . Non solo direttamente, ma anche per tutto l’indotto e il valore aggiunto che genera. Non è un caso che la politica economica dei grandi paesi, come gli Stati Uniti, sia orientata in questo momento al rilancio delle infrastrutture.
Cosa augura al mondo economico-finanziario?
Che anch’essi prendano atto, come la politica ha fatto, della valenza, del valore del settore delle costruzioni e che abbiamo bisogno di sostegno di finanziamenti. Non per portarli all’estero, ma per investirli sul territorio e dare lavoro. La manodopera del settore edile priva di reddito può diventare un problema per la società. Abbiamo avuto incontri ad alti vertici e forse per la prima volta ci siamo scambiati delle opinioni che possono collimare pur partendo da posizioni diverse.
Il valore degli immobili è la sola garanzia che un imprenditore edile deve e può dare a fronte di un finanziamento. Va bene una maggiore attenzione all’erogazione del credito, ma non si può arrivare a tracciare il dna dell’imprenditore. Mi auguro che il governo trovi una formula per dare i fondi direttamente agli imprenditori edili, bypassando anche il sistema bancario, perché vi è la strana impressione che una volta entrati nel canale bancario, le risorse si fermino lì.
MI spieghi meglio questo passaggio
I Tremonti bond sono rimasti per poco o per nulla utilizzati dal sistema bancario. Perchè non utilizzare lo stanziamento avanzato come anticipazione dei lavori pubblici al 50% come molti anni fa si fece nell’epoca Malagò? In questo modo, le amministrazioni potrebbero rispettare il patto di stabilità, pur facendo fronte ai loro debiti nei confronti delle imprese, che lo ricordo sono debiti da saldare tanto quanto le rate dei mutui, gli stipendi ai dipendenti e tasse e contributi allo stato che pagano le imprese.
Passando alle difficoltà nel settore dei lavori privati: occorre una defiscalizzazione, ad esempio dell’Ici sull’invenduto oppure individuare un’unica aliquota Iva. IL sistema economico-finanziario dovrebbe intervenire anche in questo caso a sostegno delle imprese continuando a concedere mutui, come un tempo.
Come vede lo sviluppo della città di Verona?
Benissimo, si trova in una posizione ottimale anche per l’Expo. E’ a due passi da Milano: che questo sia di incitamento per realizzare le infrastrutture necessarie. Non bisogna dimenticare il ruolo turistico di Verona conosciuta in tutto il mondo e che come testimone dell’italianità all’estero ne deve rappresentare un esempio di eccellenza.

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