Assicurazioni contro la grandine e stanziamento del fondo di solidarietà
di adminUna doppia boccata d’ossigeno per le imprese agricole veronesi. Passato alla Camera il testo della finanziaria che prevede la copertura del contributo pubblico per le assicurazioni agevolate in agricoltura per il 2008 e per il 2009. Oggi, il Codive, il Consorzio di Difesa Veronese, ha ottenuto una rinegoziazione del debito bancario assunto in questi ultimi due anni per anticipare la parte pubblica dei premi alle assicurazioni.
“Si tratta di uno stanziamento di 15 milioni di euro – interviene il Presidente del Codive, Enzo Maestrello – per il 2009 da parte di UniCredit Banca che ci consentirà di onorare i debiti nei confronti delle imprese assicurative per le polizze sottoscritte a prezzi agevolati dai nostri soci”. Così anche quest’anno come da 37 anni i consorzi hanno potuto anticipare alle assicurazioni la parte di contributo pubblico dei premi assicurativi.
“Grazie ad UniCredit Banca, le 2100 aziende agricole che si sono assicurate, sulle 5500 nostre iscritte, per un valore assicurato di circa 200milioni di euro non si dovranno assumere per intero il pagamento dei premi assicurativi mediante una successiva iscrizione al ruolo. Confidando che l’iter della finanziaria si concluda positivamente in Senato, per noi la questione dei contributi 2009, sarebbe risolto”.
Le aziende potranno così evitare un salasso: Verona è una delle provincie più grandinigene al mondo, e vi si coltivano coltivazioni di pregio, per cui i premi sono elevati.
Prendiamo l’esempio di un’azienda di medio-grandi dimensioni dalle coltivazioni a frutta e seminativi, assicurate per un valore complessivo di 320mila euro. IL premio pagato nel 2009, al netto del contributo statale è stato di 14mila euro, sarebbe di 45mila se lo Stato non contribuisse. Aggiungendo anche il mancato contributo per il 2008, l’agricoltore si troverebbe a pagare, complessivamente, 66mila euro in più, una cifra decisamente impegnativa.
C’è di che mandare al collasso un’azienda, soprattutto in questo periodo di crisi e crollo delle quotazioni ricordiamo che in alcuni comparti, come quello della mela, gli agricoltori hanno lasciato la frutta sugli alberi per non vendere ad un centesimo al chilogrammo. In generale, quest’anno, la maggior parte delle aziende agricole ha lavorato in perdita.
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