Imprenditoria femminile, affollato convegno di Terziario Donna
di adminQuote rosa, ruolo dell’imprenditoria femminile nel terziario di mercato e nell’economia veronese, strutture di servizio necessarie per consentire alle donne di dedicarsi all’attività imprenditoriale: sono i principali temi affrontati dal convegno “Contemporaneamente donna: cultura, professione e cura in una colleganza d’idee” organizzato da Terziario Donna Verona-Confcommercio nei giorni scorsi in una sala convegni del circolo ufficiali di Castelvecchio gremita.
Dopo il saluto dell’assessore alla cultura di Palazzo Barbieri Erminia Perbellini (che ha sottolineato la necessità di “garantire quelle pari opportunità che oggi non sono affatto reali, perché le donne sono soffocate da tutta una serie di pesi e incombenze riconducibili alla mancanza di servizi a sostegno della loro attività”) e del presidente provinciale di Confcommercio Verona Paolo Arena, secondo cui “occorre mettere le donne nelle condizioni di esprimere al meglio la propria professionalità, pur senza ricorrere necessariamente alle Quote rosa”, i lavori sono entrati nel vivo con gli interventi di Monica D’Ascenzo, autrice del libro “Donne sull’orlo della crisi economica”, edito da Rizzoli, della presidente nazionale di Terziario Donna, Marilù Galdieri – che è anche assessore al lavoro e alle politiche per l’immigrazione della Provincia di Napoli – e della neo presidente provinciale di Terziario Donna-Confcommercio Roberta Girelli.
D’Ascenzo ha rilevato che il 56% dei contratti “precari”, in Italia sono appannaggio di donne e che tuttavia la componente femminile risulta dinamica e vincente: nel 2009 il numero delle imprese italiane, stando ai dati Confartigianato, è destinato a calare dello 0,6%, ma le aziende rette da donne aumenteranno del 2% soprattutto nel commercio, turismo e servizi dove il peso specifico femminile è preponderante.
Significativo anche il fatto che il 58% dei nuovi laureati sia donna e che molte professioni registrino un forte incremento della presenza femminile: il 56% dei nuovi giudici, ha spiegato la scrittrice, è composto da donne. Ma la strada da percorrere è ancora tanta, se è vero che “nelle società quotate la presenza femminile nei consigli di amministrazione è limitata al 4%, a fronte del 44% dei Paesi del Nord Europa”.
L’80% delle donne, ha proseguito D’Ascenzo, è favorevole alle quote rosa “che possono rivelarsi utili per cambiare la mentalità attuale”; al momento sono cinque le proposte di legge in materia. Ma occorre anche, ha detto, “un cambio di mentalità e una maggiore capacità di agire in rete, senza eccessi di competitività: il 70% delle azioni di mobbing sulle donne è esercitato da altre donne”.
Indispensabile però attivare servizi che consentano di esprimere al meglio la vocazione imprenditoriale conciliando lavoro e impresa; oggi, infatti, solo il 30% delle madri “in carriera” riesce ad accedere agli asili nido.
Marilù Galdieri ha lamentato la mancanza di attenzione all’imprenditoria femminile, che nella Penisola rappresenta il 27% del totale, con una percentuale molto significativa nel terziario: il 74% delle lavoratrici è attiva nel commercio, turismo e servizi, in cui si registra tra l’altro il record di contratti a tempo indeterminato stipulati con donne.
“Vogliamo che il nostro ruolo ci venga riconosciuto in pieno, senza discriminazioni – ha detto Galdieri – anche perché l’impegno delle donne nel terziario è stato determinante per limitare gli effetti della crisi economica”.
Nel concludere il convegno, Roberta Girelli ha messo in rilievo che la folta partecipazione all’iniziativa del Circolo Ufficiali è significativa della voglia di crescere imprenditorialmente; per questo nel 2010 saranno numerose le attività formative e informative di Terziario Donna-Confcommercio Verona, attraverso progetti di formazione professionale delle imprenditrici e delle collaboratrici d’azienda. Il tutto con l’obiettivo di “ampliare sempre più la platea delle imprenditrici associate” e far sì che “lasciato da parte ogni individualismo, si lavori in network per migliorare il futuro delle rispettive aziende conciliando nel migliore dei modi attività imprenditoriale e famiglia”.
Non a caso, ha spiegato Girelli, la parola “Contemporaneamente” scelta per il titolo del convegno evoca, oltre all’esigenza e necessità di svolgere più funzioni insieme, due termini determinanti per l’imprenditrice, ossia “tempo” e “mente”.
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