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Stralciati dal DDL Calderoli i bacini imbriferi montani

di admin
Il presidente di Bim Adige Verona Franco Rancan: ora guardiamo al futuro.

La battaglia per sottrarre i bacini imbriferi montani dai tagli previsti dal disegno di legge Calderoli è giunta a un buon risultato. Risale infatti al Consiglio dei Ministri del 20 novembre scorso la decisione di escludere dalle disposizioni del ddl, ora passato in Parlamento per l’approvazione, i consorzi Bim.
Il testo, recante “disposizioni in materia di organi e funzioni degli enti locali, semplificazione e razionalizzazione dell’ordinamento e carta delle autonomie locali”, all’articolo 19 riporta infatti la seguente modifica: “A decorrere dal trecentosessantacinquesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppressi tutti i Consorzi tra gli enti locali per l’esercizio di funzioni […]. Sono esclusi dalla soppressione i Consorzi che a data di entrata in vigore della legge gestiscono uno o più servizi ai sensi dell’articolo 31 del Testo unico. Sono altresì esclusi dalla soppressione i Bacini imbriferi montani”.
A convincere il ministero sono stati diversi punti:
il principio di sovracanone, previsto dalla legge 959 del 1953, che definisce la procedura di finanziamento dei Bim come direttamente proveniente dai concessionari di grandi derivazioni d’acqua per forza motrice e dagli impianti di produzione per pompaggio, ovvero le aziende produttrici di energia elettrica;
l’indipendenza per questo motivo dei Bim dalla finanziaria;
la ricaduta di tali fondi direttamente nei territori dei comuni consorziati;
la validità degli interventi finora finanziati dai Bim a favore delle amministrazioni comunali;
la sostenibilità delle spese di gestione dei consorzi, che a livello nazionale non superano il 9 per cento del bilancio.
“Uno dei punti a nostro favore, oltre la nostra indipendenza economica dallo Stato, riguarda la modalità di iscrizione al consorzio, che differentemente ad altri enti, non richiede ai comuni alcun contributo o quota di adesione, nemmeno per sostenere le spese di gestione – commenta Franco Rancan, presidente di Bim Adige Verona -. Il lungo confronto con la segreteria del ministero e con lo stesso ministro Calderoli ci ha portato a un risultato nient’affatto scontato, visto che fino a poche settimane fa si parlava di soppressione”.
La mobilitazione della federazione nazionale Federbim è stata affiancata dalla Consulta Piccoli Comuni dell’Anci e dai primi cittadini dei Comuni consorziati. Anche i Comuni del veronese hanno fatto la loro parte, firmando a maggioranza l’appello di stralcio che il Bim Adige Verona, in concerto con la federazione nazionale, ha diramato a tutti i Primi Cittadini e quindi sottoposto al Ministro. Ad aderire sono stati 23 comuni sui 29 consorziati (Badia Calavena, Bosco Chiesanuova, Brentino Belluno, Cazzano di Gramigna, Cerro, Dolcè, Erbezzo, Ferrara di Montebaldo, Fumane, Grezzana, Malcesine, Marano di Valpolicella, Mezzane, Roverè, San Giovanni Ilarione, San Mauro di Saline, San Zeno di Montagna, Selva di Progno, Vestenanova e Velo).
“Abbiamo rischiato di veder accentrare le nostre competenze in sede regionale – continua il presidente Rancan -, con un chiaro svantaggio per le piccole comunità, di area prevalentemente montana o pedemontana, che avrebbero avuto notevoli difficoltà ad accedere ai finanziamenti per le loro necessità locali. Siamo perciò riconoscenti al ministro Roberto Calderoli per averci tenuti in considerazione e averci permesso di continuare con il nostro impegno”.
Lo sguardo al futuro è ora diverso. “Possiamo procedere lungo una strada più serena – conclude il presidente del Bim Adige Verona – e portare avanti il nostro lavoro a vantaggio dei comuni consorziati. In particolare, ci occuperemo non solo della gestione dei fondi e della loro distribuzione, ma attiveremo e gestiremo anche dei servizi innovativi”.
I comuni consorziati nel BIM Adige Verona sono 29: Verona, Malcesine, Brentino Belluno, Ferrara di Monte Baldo, San Zeno di Montagna, Caprino, Rivoli Veronese, Dolcé, Sant’Anna d’Alfaedo, Fumane, Marano di Valpolicella, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Negrar, Grezzana, Cerro Veronese, Erbezzo, Bosco Chiesa Nuova, Velo Veronese, Roverè Veronese, San Mauro di Saline, Mezzane di Sotto, Cazzano di Tramigna, Tregnago, Badia Calavena, Selva di Progno, Vestenanova, San Giovanni Ilarione, Montecchia di Crosara, Roncà.

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