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Il sindaco di povegliano vuole il crocifisso a scuola

di admin
«Dissento dalla sentenza di Strasburgo».

Una missiva invita il dirigente scolastico a garantire la presenza del simbolo cristiano in aula.
Doppia missiva del sindaco di Povegliano, Anna Maria Bigon. Una indirizzata al dirigente scolastico dell’istituto comprensivo A.Balladoro, Mario Sartori; l’altra alla presidentessa della cooperativa Spazio Aperto, che gestisce l’asilo nido comunale, Sabrina Fontana.
Unico l’invito: garantire la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche.
«Ho chiesto loro la massima collaborazione – ha spiegato Bigon – affinché nelle aule delle scuole di Povegliano sia mantenuto il crocifisso. Per la nostra Comunità è un simbolo del quale non vogliamo fare a meno, poiché svolge una funzione altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni. È un simbolo di valori universali, quali la fratellanza, la giustizia, la pace e l’amore verso il prossimo. Rappresenta le nostre radici culturali e gli orizzonti di valori che hanno segnato la nostra storia e il nostro sentire».
In caso contrario, il sindaco si riserverà di valutare qualsiasi azione di sua competenza per preservarne la presenza negli edifici pubblici.
Bigon si è, inoltre, espressa in merito alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, con la quale i giudici di Strasburgo hanno ritenuto la presenza dei crocifissi nelle aule una violazione della libertà di religione degli alunni: «Senza cadere in facili strumentalizzazione – ha concluso – e con il dovuto rispetto della sentenza e del consesso che l’ha emessa, personalmente dissento da questa decisione e ritengo che il crocifisso sia un simbolo, il più alto, della nostra tradizione e di valori universali nei quali tutti possono riconoscersi. Già nel 2006, il Consiglio di Stato ha affermato che il Crocifisso in Italia è atto ad esprimere l’origine religiosa dei valori di tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti di libertà, autonomia di coscienza morale, solidarietà, rifiuto di discriminazione, che connotano la civiltà italiana».

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