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Premio Angelo Betti, Verona protagonista a Vinitaly con Sandro Gini

di Matteo Scolari
Alla 53ª edizione del riconoscimento assegnato durante Vinitaly, il viticoltore di Monteforte d’Alpone rappresenta il Veneto nell’Albo d’Oro. Una storia familiare lunga quindici generazioni che testimonia l’eccellenza del territorio veronese nel panorama enologico italiano.

Verona torna protagonista al Vinitaly 2026 grazie al prestigioso riconoscimento conferito dall’Assessore regionale Dario Bond a Sandro Gini, rappresentante del Veneto tra i premiati della 53ª edizione del “Premio Angelo Betti – Benemeriti della vitivinicoltura”, assegnato nel corso della giornata inaugurale della manifestazione a Veronafiere. Il premio, istituito nel 1973 e intitolato al padre fondatore di Vinitaly, celebra ogni anno personalità e realtà che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo qualitativo della viticoltura e dell’enologia nei rispettivi territori.

Questa la motivazione ufficiale: “Un innovatore a 360 gradi tra vigneto e cantina; uomo curioso della vita e dell’animo umano. Attraverso la sua maestria, ha saputo dare grande impulso al territorio regalando vini dalla superiore eleganza, longevità e bevibilità; vini originati sempre da vecchie vigne che raggiungono anche i 150 anni di età; scelta, quella di non abbandonare le vecchie vigne, motivata dal fatto che da queste si riesce ad estrarre sempre l’essenza di un territorio, della sua storia e dell’animo delle persone che lì ci lavorano. Vini sempre riconoscibili ma anche sempre diversi tra loro perché, come dice Sandro, “ogni annata è unica e ogni vendemmia richiede di essere interpretata con sensibilità ed originalità”; i suoi vini, come pochi, sanno essere puri ed autentici».

Uomo in giacca davanti alla bandiera del Veneto
L’assessore regionale Dario Bond.

«Le più sincere congratulazioni a Sandro Gini, enologo e titolare dell’azienda agricola Gini Viticoltori a Monteforte d’Alpone, insignito oggi a Vinitaly del prestigioso Premio Betti che ogni anno celebra figure di eccellenza impegnate nella valorizzazione del patrimonio enologico italiano. Questo riconoscimento è un tributo al valore e alla competenza di chi ha saputo elevare il proprio territorio attraverso il vino. Sandro Gini incarna pienamente questi valori, distinguendosi come interprete autentico e innovatore della viticoltura veneta» ha dichiarato l’assessore Bond.

L’ingresso dell’Azienda Agricola “Gini Viticoltori” nell’Albo d’Oro del riconoscimento assume un valore particolarmente significativo per il territorio scaligero, sottolineando il ruolo centrale della viticoltura veronese nel panorama nazionale e internazionale. Sandro Gini è titolare assieme al fratello Claudio della storica cantina di Monteforte d’Alpone, nel cuore dell’area del Soave, e rappresenta una tradizione familiare che affonda le proprie radici nel 1570, attraversando ben quindici generazioni di viticoltori. Un patrimonio di conoscenze e passione tramandato di padre in figlio, che ha permesso di preservare un legame autentico con il territorio e con le sue vocazioni enologiche.

La filosofia produttiva della famiglia Gini si fonda su un profondo rispetto per la natura e sulla valorizzazione delle vecchie vigne, considerate un patrimonio esclusivo e imprescindibile per la produzione di vini di grande qualità e identità. Questo approccio ha contribuito nel tempo a consolidare la reputazione della cantina come una delle realtà più rappresentative del Soave e dell’enologia veneta.

I vertici di Veronafiere.

Come sottolineato dal presidente di Veronafiere Federico Bricolo, il Premio Angelo Betti rappresenta non solo un riconoscimento individuale, ma anche uno strumento per raccontare il lavoro diffuso a sostegno della qualità e dell’evoluzione dei territori vitivinicoli italiani. «Il contributo dei territori è fondamentale per intercettare tutte le esperienze rappresentative del percorso di crescita del vino italiano. Questo premio non è solo un riconoscimento individuale, ma uno strumento per raccontare il lavoro diffuso a sostegno della qualità e dell’evoluzione dei territori vitivinicoli», ha evidenziato Bricolo durante la cerimonia.

Nel 2026 sono stati complessivamente 21 i benemeriti proclamati, uno per ciascuna regione italiana, su segnalazione degli Assessorati regionali all’Agricoltura. Tra questi, la presenza di Sandro Gini come unico premiato del Veneto rafforza il valore simbolico del riconoscimento per Verona, confermando il territorio scaligero come uno dei principali punti di riferimento dell’eccellenza vitivinicola italiana.

L’elenco completo dei vicintori

Paolo Simoni (Abruzzo), Stefano Del Lungo (Basilicata), Vincenzo Letizia (Campania), Tenuta del Travale (Calabria), Pierluigi Zama (Emilia-Romagna), Cristian e Michele Specogna (Friuli Venezia Giulia), Stefano Matturro (Lazio), Azienda Agricola Laura Aschero (Liguria), Giovanna Prandini (Lombardia), Azienda Agricola Alberto Quacquarini (Marche), Nicola Japalucci (Molise), Giovanni Negro (Piemonte), Franz Graf Von Pfeil (Provincia Autonoma di Bolzano), Walter Webber (Provincia Autonoma Di Trento), Marilina Nappi (Puglia), Giuseppe Gabbas (Sardegna), Franco Motisi (Sicilia), Ivangiorgio Tarzariol (Toscana), Nicola Chiucchiurlotto (Umbria), Nicolas Bovard (Valle D’Aosta) e Sandro Gini (Veneto).

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