Pasqua 2026, previsioni positive per ristorazione e ricettivo. L’analisi di Confcommercio Verona
di Matteo ScolariSi prospetta una Pasqua complessivamente positiva per il comparto turistico e della ristorazione veronese, con buoni livelli di occupazione nelle strutture ricettive e una domanda in crescita nelle ultime settimane per i ristoranti. Un andamento incoraggiante che, tuttavia, si inserisce in un contesto ancora segnato da incertezze internazionali e dall’aumento dei costi energetici e dei carburanti, elementi che continuano a influenzare il sentiment dei consumatori.
«Pasqua e Pasquetta si preannunciano molto buone – commenta la presidente dell’Associazione Ristoratori di Confcommercio Verona, Nadia Pasquali – con una settimana che, da lunedì scorso fino a martedì prossimo, vede Verona, la provincia e il Lago protagonisti, con presenze sia italiane sia straniere. I visitatori spenderanno forse con maggiore attenzione, ma continuano ad apprezzare ciò che il territorio offre: un’enogastronomia eccellente, tipica e stagionale, e un elevato livello di servizio. Il vero banco di prova saranno i giorni successivi alla Pasqua: sarà fondamentale contenere i costi senza aumentare i prezzi e lavorare in rete per favorire soggiorni di almeno tre giorni, così da coinvolgere tutte le attività, dalle strutture ricettive alla ristorazione. In questo contesto, la situazione internazionale potrebbe anche favorire la scelta dell’Italia come destinazione».

Accanto ai segnali positivi emergono però alcune cautele legate all’andamento dei consumi e al clima generale di incertezza, come evidenzia il vicepresidente dell’Associazione Ristoratori di Confcommercio Verona, Simone Lugoboni: «La percezione è quella di un rallentamento psicologico simile a quanto accaduto per alcune settimane allo scoppio della guerra in Ucraina –– con un aumento della preoccupazione che si riflette sui comportamenti. Tuttavia, il giorno di Pasqua resta un momento in cui le persone escono e consumano. Dopo un buon inizio d’anno, da marzo registriamo un rallentamento: confidiamo però anche nell’effetto positivo di Vinitaly. Resta il tema dei costi, in continuo aumento, anche per materie prime come il pesce; costi che le imprese della ristorazione stanno cercando di assorbire il più possibile senza trasferirli sui clienti ma ci troviamo tra l’incudine e il martello».

A livello generale, il sistema turistico veronese mostra comunque una buona tenuta, come sottolinea il presidente di Fipe Confcommercio Verona e della Destination Verona & Garda Foundation Paolo Artelio, con livelli di occupazione già consolidati e una domanda rafforzata soprattutto a ridosso delle festività. Una dinamica che conferma una tendenza ormai strutturale: le prenotazioni arrivano sempre più sotto data, rendendo più complessa la pianificazione per le imprese ma al tempo stesso segnalando una domanda ancora presente e reattiva.

Sull’andamento delle prenotazioni incide anche la collocazione anticipata della Pasqua rispetto a Vinitaly, come sottolinea il presidente di Federalberghi Confcommercio Verona, Maurizio Russo. In questo scenario non si registra una corsa immediata alle prenotazioni, con una parte della domanda che resta in attesa anche in funzione delle condizioni meteo. In città, inoltre, il turista italiano conferma la tendenza a prenotare sotto data, mentre i prezzi risultano complessivamente stabili.

Nel complesso, Verona e il suo territorio si presentano alla Pasqua 2026 con prospettive favorevoli, sostenute dall’attrattività della destinazione, dalla qualità dell’offerta enogastronomica e dalla capacità di intercettare flussi sia italiani sia internazionali. Resta però fondamentale, per le imprese, gestire con attenzione la pressione dei costi e l’evoluzione della domanda, in un contesto che richiede sempre maggiore flessibilità e capacità di adattamento.
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