Perillo e Menini in posa
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Menini e Perillo: «Volatilità e crisi? Servono relazione, liquidità e visione strategica»

di Matteo Scolari
In uno scenario segnato da tensioni internazionali e rialzi energetici, Cherry Bank rafforza il rapporto con i clienti e punta su consulenza, diversificazione e gestione attiva per trasformare l’incertezza in opportunità.

La nuova fase geopolitica mette sotto pressione mercati e imprese, ma non genera panico tra gli investitori più evoluti. Federico Perillo, Team Leader, e Francesco Menini, Responsabile Investimenti di Cherry Bank, raccontano come cambia il rapporto banca-cliente e quali strategie adottare per proteggere e valorizzare patrimoni e aziende.

Perillo, che clima state respirando tra clienti e investitori in queste settimane?

Sono settimane caratterizzate da volatilità, ma registriamo una crescente maturità da parte dei clienti, che stanno imparando a gestire meglio l’emotività. Il nostro lavoro si concentra su tre pilastri: relazione, proattività e consulenza. La relazione deve essere autentica e continua, basata sull’ascolto e sulla condivisione delle scelte di investimento. In questi giorni abbiamo intensificato contatti e incontri per monitorare i portafogli e analizzare il contesto con razionalità. Inoltre, riteniamo fondamentale proporre idee e opportunità, perché anche nelle fasi di volatilità possono emergere occasioni interessanti.

Quanto conta oggi la consulenza in un contesto così instabile?

È centrale, soprattutto se priva di conflitti di interesse. Una consulenza indipendente consente di costruire portafogli più efficienti anche nei costi, e questo aiuta a gestire meglio la volatilità. Parallelamente abbiamo rafforzato la comunicazione, condividendo analisi e view di mercato sempre più frequenti, con focus specifici anche su temi chiave come l’energia.

Menini, che impatto ha questa crisi sull’economia reale e sugli imprenditori?

Anche se si tratta di una crisi internazionale, scopriamo ogni volta quanto ci riguardi da vicino. Il nostro cliente è spesso un imprenditore, quindi direttamente esposto al costo dell’energia, che incide in modo rilevante sui bilanci aziendali. Lo stretto di Hormuz è un nodo strategico: da lì passa circa il 30% del petrolio mondiale, il 20% del gas e anche componenti fondamentali per i fertilizzanti. Questo significa effetti non solo energetici, ma anche industriali e agricoli. Lo scenario che si prospetta è di prezzi in rialzo e crescita in rallentamento, con impatti forti sul manifatturiero europeo, quindi anche su Italia e Germania.

Siamo di fronte a una situazione più critica rispetto al passato recente?

Non necessariamente. Rispetto al 2022, l’Italia è in una posizione migliore: abbiamo livelli di stoccaggio del gas più elevati e una maggiore diversificazione delle forniture. Questo ci rende più resilienti, anche se non immuni. Proprio per questo, come consulenti, dobbiamo agire in modo proattivo e non limitarci a reagire agli eventi.

Quali sono le strategie che state adottando per supportare imprese e clienti?

Stiamo lavorando molto sul tema della liquidità, fondamentale in contesti di possibile rallentamento. Offriamo soluzioni di finanziamento del capitale circolante, sia attraverso strumenti tradizionali come il factoring, sia tramite operazioni strutturate che permettono, ad esempio, di liberare risorse dai magazzini. L’obiettivo è garantire continuità operativa e stabilità finanziaria anche in scenari complessi.

Perillo, la liquidità è davvero la parola chiave in questo momento?

Assolutamente sì. Molte aziende del territorio dispongono di una buona liquidità, ma va gestita con attenzione. È un asset strategico che deve essere preservato ma anche valorizzato, contribuendo alla redditività aziendale. Per questo abbiamo rafforzato le nostre proposte: dalle soluzioni più semplici sui tassi creditori fino a portafogli strutturati e strumenti fiscalmente efficienti.

Menini, come si affronta operativamente la volatilità nei portafogli?

Non si tratta di stravolgere le strategie, ma di fare aggiustamenti mirati. Il primo passo è evitare asset fragili, cioè investimenti con rendimento limitato ma rischio elevato in caso di peggioramento dello scenario. In secondo luogo, è importante diversificare anche a livello valutario, privilegiando valute legate alle materie prime e a economie in surplus. Infine, va ricordato che le crisi geopolitiche storicamente rappresentano opportunità: acquistare nei momenti di massima tensione ha spesso generato rendimenti significativi nel medio periodo.

Il messaggio finale per imprenditori e risparmiatori qual è?

Non è il momento del panico. La volatilità va gestita con equilibrio e razionalità. Se i portafogli sono costruiti correttamente, queste fasi possono essere affrontate con serenità e, in alcuni casi, trasformate in opportunità. Serve fiducia, ma una fiducia basata su analisi solide e su una strategia ben definita.

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