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Carburanti, Confartigianato: «Taglio accise positivo, ma servono misure strutturali»

di Matteo Scolari
Autotrasporto e imprese sotto pressione tra rincari energetici e materie prime. «Interventi emergenziali non bastano: serve stabilità per la competitività del sistema produttivo».

Il taglio delle accise rappresenta un segnale importante, ma non sufficiente a sostenere imprese e autotrasportatori in una fase di forte pressione sui costi. È la posizione di Confartigianato Imprese Verona, che interviene sul decreto carburanti sottolineando la necessità di interventi più strutturali e di medio-lungo periodo .

«Apprezziamo l’intervento del Governo sulle accise, perché dimostra di aver recepito quantomeno l’urgenza di fornire risposte alle richieste avanzate dal mondo dell’autotrasporto, ma è chiaro che tutto ciò non può bastare» commenta Paolo Brandellero.

Paolo Brandellero - Presidente Confartigianato Trasporti Verona
Paolo Brandellero – Presidente Confartigianato Trasporti Verona

Il provvedimento prevede, tra le misure principali, un taglio delle accise di circa 20 centesimi al litro e l’introduzione di un credito d’imposta per il settore dell’autotrasporto. Tuttavia, secondo le associazioni di categoria, si tratta di interventi temporanei che non risolvono le criticità strutturali.

«In attesa di conoscere l’entità della riduzione delle accise, il giudizio sul decreto carburanti è positivo, perché introduce interventi utili, ma ancora parziali rispetto alla gravità della situazione che stanno affrontando le imprese e i cittadini» aggiunge Devis Zenari.

Verona 2040 protocollo Camera di Commercio Confindustria
Devis Zenari, presidente Confartigianato Verona

Ancora più netto il commento del presidente regionale Roberto Boschetto: «Il taglio delle accise di 20 centesimi è una misura tampone: meglio di niente, ma con una durata limitata a soli 20 giorni offre un orizzonte temporale troppo breve per le imprese. In un contesto in cui il prezzo del petrolio resta attorno ai 100 dollari al barile, le aziende hanno bisogno di strumenti strutturali, non di interventi emergenziali» .

Il comparto dell’autotrasporto, strategico per l’economia veronese e veneta, risente in modo particolare dell’aumento dei carburanti, che arrivano a incidere fino al 30-35% dei costi operativi, con margini già inferiori al 3% . Positivo, dunque, il credito d’imposta, ma con limiti applicativi.

I presidenti Boschetto e Zenari.

«Abbiamo però la necessità di rendere il credito d’imposta più accessibile e immediatamente operativo, evitando ritardi o complessità burocratiche che ne riducano l’efficacia. Il beneficio è riservato al solo autotrasporto e riteniamo che un’estensione temporanea a tutte le imprese artigiane sarebbe stata una misura più equa e più rapida per sostenere l’intero sistema produttivo» sottolinea ancora Brandellero.

Oltre ai carburanti, pesa il caro energia e l’aumento delle materie prime, aggravato dalle tensioni geopolitiche internazionali. L’indice dei metalli e minerali registra un incremento del +23,8% su base annua, con punte del +53% per lo stagno e del +38,8% per il rame, mentre anche l’energia elettrica e il gas mostrano rincari significativi .

«In una fase così delicata il rischio di speculazioni è concreto: servono controlli stringenti e tempestivi» evidenzia Zenari, richiamando l’attenzione anche sui costi di produzione legati a forni energivori e lavorazioni industriali .

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